Colle val d’Elsa, ricostruita dopo 23 anni la scultura di Sol Lewitt

La scultura, realizzata dall’artista statunitense per l’edizione di Arte all’Arte del 1997, si trova nel giardino del Museo Archeologico

Dov’era, com’era. Sol Lewitt (Hartford 1928 – New York 2007) artista statunitense legato all’arte concettuale e minimalista, che aveva scelto l’Italia come seconda casa, aveva realizzato la scultura “Concrete Blocks” nel giardino del museo archeologico in via temporanea per l’edizione di Arte all’Arte del 1997, manifestazione curata dall’Associazione Arte Continua che in 10 anni ha portato i più grandi artisti internazionali a lavorare sul territorio della Valdelsa, al quale hanno lasciato una moltitudine di opere di arte pubblica, all’insegna del connubio arte-architettura-paesaggio. La scultura, realizzata di blocchi di cemento 50x25x25, stabiliva un dialogo forte con l’architettura del Palazzo dei Priori, del Duomo e della torre campanaria, nonche’ idealmente con le tante torri scomparse che coronavano la citta’ alta.

Il Comune di Colle aveva in seguito acquistato l’opera per renderla permanente, intento mai portato a compimento: dopo 23 anni il valore di questa opera, ormai storicizzata, è ancora piu’ alto, e pertanto la sua ricostruzione è stata riproprosta, proprio nello stesso luogo in cui era stata pensata, all’interno del progetto del nuovo allestimento del Museo Archeologico, a cura dell’Architetto Gabriele Pulselli e dell’Archeologo Giacomo Baldini, che tra i vari contenuti include proprio il dialogo tra arte antica e contemporanea. Il progetto è stato presentato dai progettisti e dall’amministrazione comunale alla cittadinanza lo scorso luglio nell’evento Le notti dell’Archeologia al parco archeologico di Dometaia, all’interno del quale si ‘e annunciata anche la ricostruzione della scultura, approvata dall’Amministrazione comunale, dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e dalla Soprintendenza Archeologica.

In occasione del trentesimo anniversario dell’Associazione Arte Continua, e cogliendo l’opportunita’ del Festival dell’Architettura l’Associazione ha deciso di donare la scultura al comune di Colle, coprendo i costi della sua ricostruzione, in modo che resti come patrimonio permanete della città. In questo modo la realizzazione della scultura diventa il primo passo tangibile verso la riapertura del museo archeologico, del quale diventera’ parte integrante, e sara’ visitabile gratuitamente negli orari di apertura dello stesso. Il suo posizionamento non impattera’ la ripresa dello svolgimento delle attivita’ all’interno del giardino, anzi andra’ a creare uno spazio filtro tra l’ingresso e il giardino stesso.

“La ricostruzione in via permanente della scultura – spiega Cristiano Bianchi, assessore alla cultura – e’ un importante passo nel consolidamento del nostro patrimonio di arte contemporanea. Questa scultura rappresenta un patrimonio che e’ stato chiuso in un cassetto per troppi anni e che adesso viene restituito alla citta’. La nostra citta’ ha sempre avuto una vocazione verso il contemporaneo, essendosi sviluppata con continuita’ attraverso le varie epoche dal medioevo all’era industriale fino ad opere importanti come la Banca MPS di Giovanni Michelucci e la Piazza di Jean Nouvel e Daniel Buren. E’ nostro dovere continuare questa tradizione e valorizzare il nostro patrimonio di opere, restaurando quelle degradate e ricostruendo quelle che si sono perse, in quanto il connubio tra antico e contemporaneo, tra tradizione e innovazione. Ringrazio l’Associazione Culturale Arte Continua APS da parte dell’Amministrazione e dei cittadini per la importante donazione, che ci consente di aggiungere un tassello importante a questo percorso nella consapevolezza che, per dirla con Maurizio Nannucci, “tutta l’arte e’ stata contemporanea”.

“La re-installazione dell’opera di Sol LeWitt rappresenta la volontà di Associazione Arte Continua di riprendere e continuare il discorso, in realtà mai del tutto interrotto, di “Arte all’Arte” e del suo lavoro sul distretto di Architettura- Arte contemporanea- Campagna – conclude Mario Cristiani presidente Associazione Arte Continua. “Seguendo la volontà dell’artista abbiamo deciso di coinvolgere maestranze locali, quali l’Edilcostruzioni che si è occupata della realizzazione dell’opera e Unibloc, la stessa ditta che nel 1997 fornì i blocchi di cemento che composero l’opera originale di Sol Lewitt” spiega Mario Cristiani “Mio padre era muratore e anch’io da giovane ho messo quei blocchi, so che sono friabili, ma il senso di questo lavoro è che ogni singola unità, anche se parte friabile e povera, può esser nobile e importante, perché la sua essenza lo è, perché non è il materiale a render nobile qualcosa ma la cura e l’amore che ti chiede per crescere”.