Comportamento antisindacale: sindacati e banca Mps raggiungono una conciliazione

Rocca Salimbeni non ritirerà ma rivedrà le procedure avviate durante la trattativa Tesoro-Unicredit, contestate dai sindacati poichè ritenute impattanti per i lavoratori

Di Redazione | 10 Novembre 2021 alle 16:34

E’ stata raggiunta una conciliazione tra i sindacati e banca Mps, per quanto riguarda la causa intentata per comportamento antisindacale delle sigle sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin nei confronti di Rocca Salimbeni.

Oggi, davanti al giudice del lavoro Delio Cammarosano, le parti hanno trovato un accordo che prevede la modifica delle procedure avviate dalla banca e contestate dai rappresentanti dei lavoratori, che non saranno però revocate.

Le critiche dei sindacati riguardavano infatti il periodo della trattativa tra Tesoro e Unicredit per l’acquisto della banca senese, durante il quale, per i sindacati “la banca non ha mai avuto nulla da replicare alle preoccupate richieste dei Rappresentanti delle Lavoratrici e dei Lavoratori, salvo un generico invito da parte del CDA della banca alla serenità, improvvidamente pubblicato sul sito intranet in piena mobilitazione”, arrivando invece, sempre per le sigle sindacali, ad avviare “tre procedure fortemente impattanti per i Lavoratori e per l’organizzazione della banca”.

In particolare, evidenziavano i sindacati, Mps “ha dato luogo a un’operazione di distacco decennale che coinvolge circa 300 colleghi senza metterci nelle condizioni di fare le nostre valutazioni e osservazioni, attraverso la definizione di un “contratto di rete”, fino ad oggi mai utilizzato all’interno del Gruppo Mps, che può aprire cupi orizzonti per la gestione del personale e degli esuberi. Ha inoltre avviato altre due procedure – chiusura filiali e riassetto mondo corporate, relative a un Piano Industriale mai approvato dall’Europa – senza indicarci una data di convocazione”.

Secondo gli accordi, le procedure saranno allungate. Il corporate è stato spostato al 2022, mentre sulle filiali per la contrattazione c’è tempo fino al 23 novembre. Sui distacchi per Fruendo le tempistiche non sono chiare, ma sarà aperta una trattativa anche su questo.

La nota dei sindacati:

“Sui distacchi decennali in Fruendo, la Banca si è dichiarata disponibile ad avviare, sin da subito, una fase di confronto che preveda l’illustrazione del Contratto di Rete e tutti gli aspetti ad esso connessi, quali la durata, il perimetro e il trattamento dei distacchi, nonché – nel caso si giunga ad un accordo – le verifiche annuali concernenti l’andamento e la permanenza delle condizioni dei distacchi anche al fine di una loro eventuale cessazione. Sulla procedura di chiusura filiali, la Banca si è dichiarata disponibile, sin da subito, a prolungare la fase di consultazione e confronto sino al 23 Novembre. Fino a quel momento, non si darà esecuzione a misure che possano comportare ricadute sulle risorse interessate. Sulla procedura di revisione mercato corporate, la banca si è dichiarata disponibile a posticipare la realizzazione del progetto, da Dicembre 2021 a Gennaio 2022, per garantirci il prolungamento del confronto fino al 20 Dicembre. La Banca si impegna altresì a realizzare un confronto costante e un coinvolgimento attivo delle Organizzazioni Sindacali su contenuti e obiettivi di Piano Industriale, presenti e futuri. In tal senso si svolgerà uno specifico incontro di chiarimento con i vertici aziendali, finalizzato all’auspicabile recupero di un rapporto rispettoso dei reciproci ruoli. Gli impegni assunti dalla banca hanno sortito l’effetto di rimuovere i motivi del nostro ricorso per comportamento antisindacale. Ci attende ora il confronto che si dovrà svolgere sulla base di un rinnovato impegno aziendale a tutti i livelli al riconoscimento del ruolo sindacale centrale e periferico.Nondimeno, sugli effetti del prospettato nuovo Piano Industriale, abbiamo ottenuto garanzie per una tempestiva informativa sui suoi contenuti e, più in generale, per un confronto continuo sul complesso delle progettualità industriali. Il ristabilimento di un clima disteso e costruttivo dovrà ora necessariamente passare alla prova dei fatti”



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