Confesercenti Siena: "Concessioni suolo pubblico, in momenti straordinari servono interventi straordinari"

Bellini (Confesercenti Siena) interviene sulle critiche alle concessioni straordinarie di suolo pubblico: “Dobbiamo farcene una ragione. E forse anche oltre il 31 dicembre”

Di Redazione | 15 Giugno 2020 alle 13:33

Confesercenti Siena: "Concessioni suolo pubblico, in momenti straordinari servono interventi straordinari"

“Meno di due mesi fa tutta Siena era deserta. Non solo perché non c’era gente in giro: era così anche perché quasi ogni negozio e tutti i bar e ristoranti erano chiusi. Oggi credo che nessuno voglia ricreare quel deserto; ma se vogliamo evitarlo, dobbiamo prevenire  sia nuovi contagi, sia la morìa delle attività.  Altrimenti l’effetto sarà comunque drammatico”.  David Bellini, Presidente comunale di Confesercenti Siena,   interviene nella discussione avviata nei giorni scorsi in merito alle misure straordinarie accordate ai pubblici esercizi, ed in particolare alle concessioni aggiuntive di utilizzo del suolo pubblico. “Probabilmente qualcuno ha fatto ritorno nel centro storico con la convinzione che tutto fosse come prima, e che come prima dovessero presentarsi le vie e le piazze. Per rendersi conto che non è cosi basta fare un giro una qualsiasi mattina di giorno feriale, e  notare quanta gente manca rispetto a giugno di un anno fa. Mancano soprattutto i turisti, ma anche gli studenti e tanti senesi che lavorano o studiano  a distanza; tutti soggetti che  erano la principale fonte di reddito per quasi tutti gli esercizi commerciali, e per chi ci lavora”.

Senza entrate le attività economiche non stanno in piedi, ed è per questo che sono state adottate misure straordinarie: “aumentare dove possibile le concessioni di suolo pubblico ha rappresentato l’unica via percorribile per applicare i distanziamenti imposti dalle attuali normativa senza ridurre oltremisura l’ospitalità del locale. Anche con queste importanti concessioni molte aziende non troveranno un equilibrio economico ma almeno potranno cercare di sopravvivere e continuare ad offrire occupazione e posti di lavoro in attesa di un auspicato ritorno alla normalità.  Pretendere altro significa fissarsi su una cartolina che speriamo possa ritornare, ma che al momento non c’è. In questi frangenti eccezionali servirebbe la capacità di mettersi seduti in posti diversi dai soliti e godersi panorami diversi anziché fare sterili polemiche sul mondo che fu; la realtà futura potrebbe essere ben più brutta e scarna di quella conosciuta fin qui”.

A fronte di alcune voci dissonanti, Confesercenti rimarca la comprensione di gran parte della cittadinanza, a cominciare da chi la amministra: “come associazione abbiamo cercato di trasmettere da subito il dramma che stavano vivendo centinaia di attività ed i loro lavoratori, tenendo conto che almeno una su tre rischia tutt’ora di chiudere o non riaprire. Per questo abbiamo apprezzato l’atteggiamento fattivo del Comune e le misure che sono state adottate. Misure straordinarie, e come tali destinate ad essere riviste se e quando la situazione sarà normalizzata: forse il termine del 31 dicembre potrebbe non essere sufficiente”.

 



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