Costone, Vithor Juliatto diventa cittadino italiano

L'atleta brasiliano: "Corono un sogno"

Un traguardo inseguito per diversi mesi tra percorsi burocratici inevitabili, costituiti da carte bollate, impronte digitali e da contatti serrati tra il Ministero, il Consolato brasiliano, la Questura e il Comune di Siena, ma alla fine Vithor Henrique Juliatto, giocatore brasiliano di basket con alle spalle esperienze nella nazionale giovanile carioca, approdato al Costone nel gennaio scorso dopo essere stato scovato sul web dal presidente Emanuele Montomoli, ce l’ha fatta e adesso sventola con orgoglio la propria carta d’identità da italiano vero.

Ma perchè questo ragazzo di 25 anni, nativo di Curitiba, città nel sud del Brasile, un trascorso recente a Barcellona in attesa della chiamata giusta, quella del patron di Vismederi appunto, inseguiva questo sogno? La risposta al quesito ce la fornisce lo stesso giocatore brasiliano che appena giunto a Siena, postò su facebook un selfie scattato in Piazza del Campo, definendola ‘meravilhosa’: “Le origini della mia famiglia sono italiane – confessa Vithor dall’alto dei suoi 202 centimetri, scolpiti in un fisico da bronzo di Riace – in quanto i miei bisnonni, originari di Castegnero, un piccolo paesino in provincia di Vicenza, nel 1888 emigrarono in Brasile in cerca di lavoro. I miei genitori non hanno mai interrotto il legame affettivo con l’Italia”.

Il suo dialogare è quasi perfetto, così come la comprensione della nostra lingua: “Al Costone ho trovato da subito persone eccezionali che mi hanno adottato, facendomi sentire come a casa. Ho avuto modo, oltre che giocare a basket, di studiare la lingua italiana grazie alla professoressa Alesssandra Muzzi, con la quale non ho mai interrotto le lezioni, neanche durante il lockdown. Studiavamo assieme tramite skype; lo studio della lingua italiana ha rappresentato per me un modo per affrontare questi lunghi mesi. Sono grato ai dirigenti costoniani che hanno creduto in me, a partire dal presidente Montomoli, a coach Francesco Braccagni ai miei compagni di squadra, con il capitano Gigi Bruttini in testa, che mi hanno accettato da subito nel gruppo. Sento il dovere di ringraziare anche le istituzioni senesi, i dipendenti comunali, oltre all’avvocato Chiara Muratori. Per me si tratta del conseguimento di un sogno – conclude Vithor – e non finirò mai di essere grato a queste persone che oggi mi hanno consentito di diventare italiano e cittadino di una città unica come Siena”.