Crac Mens Sana Basket, il giudice: “Denaro illecito ma per potenziare la squadra”

Le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Siena, accogliendo la richiesta di patteggiamento, ha condannato a 4 anni e 10 giorni l'ex dg e presidente biancoverde Ferdinando Minucci

“Ingenti quantità di denaro distratto per potenziare la competitività del club: non sono state oggetto di appropriazione personale se non in frazioni minoritarie e comunque non quantificabili”. E’ uno dei passaggi delle motivazioni depositate il 15 settembre dal tribunale di Siena relative alla sentenza del processo sul crac Mens Sana. Sentenza che, accogliendo la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa dell’ex GM e Presidente Ferdinando Minucci, lo ha condannato a 4 anni e 10 giorni per reati fiscali, utilizzo di sovrafatturazione e alcune ipotesi di bancarotta. L’ex dirigente – difeso dall’avvocato Fabio Pisillo – è stato invece assolto dalle accuse di ricorso abusivo al credito, in relazione alla vendita del marchio, e di distrazione del compenso di Dg.

Il collegio presieduto dal giudice Ottavio Mosti, nello specificare che la pena concordata “non sottovaluta l’offensività del fatto”, e che il dolo è qualificabile come “meno riprovevole rispetto all’ipotesi della bancarotta distrattiva determinata da finalità di lucro personale” spiega nelle pieghe delle motivazioni: “L’ingente entità di denaro distratto deriva dalla sistematica reiterazione di una operatività criminosa unitaria, riconducibile al sistema di false fatturazioni architettate da Minucci con la complicità di Sammarini e di alcuni componenti dello staff. Tali importi – continua il giudice – destinati come si è compreso al miglioramento della competitività della squadra di basket attraverso l’ingaggio di atleti di primo piano cui veniva offerta una parte dei compensi esentasse, non sono stati, se non in frazioni minoritarie, comunque non esattamente quantificabili, oggetto di personale appropriazione da parte dell’imputato, ma seppur su basi illecite, reimmessi nel ciclo di produttività della Mens Sana, con ritorni economicamente valutabili in termini di successi sportivi”.

Il dispositivo si addentra inoltre nel capitolo della bancarotta: “Il fallimento della Mens Sana ha trovato una delle proprie occasioni nell’improvviso e difficilmente prevedibile mutamento della strategia del main sponsor Mps, che ha fatto mancare alla società sportiva dapprima il pagamento dei premi concordati e poi la quota principale della sponsorizzazione”.