De Mossi: “Mps, ora la partita va giocata con un advisor indipendente”

Il sindaco di Siena: "Serve tempo: Draghi e il ministro Franco sono due soggetti autorevoli e competenti e possono chiedere una proroga all'Europa. Da Unicredit richieste eccessive: se la banda viene ceduta a un gruppo europeo lo Stato deve mantenere una percentuale nella controllante, sennò fare di Mps una banca del territorio sostenibile a livello di capitale".

Stop al negoziato fra Tesoro e Unicredit per Mps, il sindaco di Siena Luigi De Mossi chiede un cambio di passo nella partita che si gioca per il futuro della banca.

“Auspico una soluzione ragionevole per la cittá di Siena e l’Italia – premette De Mossi – ho sempre pensato fosse singolare che l’acquirente facesse il prezzo. Le cifre circolate, di 7 miliardi, le reputo pazzesche e impattanti sul territorio. Ora la partita si deve giocare in modo diverso, con un advisor indipendente che faccia una ricognizione degli operatori e a condizioni non penalizzanti. Le richieste di Unicredit erano eccessive”.

“Draghi e il ministro Franco sono due soggetti autorevoli e competenti e possono chiedere una proroga all’Europa – ne è sicuro il sindaco – sanno perfettamente cosa serve, ovvero tempo. Si è creata una strozzatura, l’unico che può rimettere la situazione in carreggiata è Draghi”.

“Se il Governo decidesse di vendere la banca a un grosso gruppo francese o spagnolo lo Stato dovrebbe avere una partecipazione della controllante, magari tramite Cassa Depositi e Prestiti, come avevamo già chiesto – conclude De Mossi – sennò è necessario ricapitalizzare a cifre diverse e fare una banca a carattere regionale e nazionale, e soprattutto sostenibile”.