Diritti, lavoro penitenziario e in uscita dal carcere: presentata la ricerca del Garante dei detenuti della Toscana

In Toscana il lavoro in carcere resta un nodo critico per il reinserimento sociale dei detenuti

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Lavoro penitenziario e reinserimento sociale: un binomio ancora fragile in Toscana. La ricerca del Garante dei detenuti evidenzia come, dentro le carceri, le opportunità siano limitate quasi esclusivamente alle attività interne, come cucina, pulizie e piccoli lavori.

Ma il vero problema, secondo lo studio, è l’assenza di un percorso strutturato che accompagni i detenuti verso il lavoro una volta usciti dal carcere. Un passaggio fondamentale per evitare il rischio di recidiva e favorire un ritorno stabile nella società.

“Un quadro drammatico – sottolinea Giuseppe Fanfani, Garante dei detenuti della Toscana -, nel senso che, partendo dal presupposto che il lavoro dentro il carcere e soprattutto in uscita dal carcere servirebbe a reinserire correttamente gli ex detenuti nel tessuto sociale nel quale bene o male prima o poi devono tornare, la ricerca fatta disegna un quadro drammatico. All’interno del carcere non c’è lavoro se non quello intramurale… e non c’è nessuna forma organica e strutturata di preparazione all’uscita dal carcere. Bisognerebbe farlo in maniera imprenditoriale e questo manca del tutto – prosegue Fanfani -. Il dato da cui bisogna partire è la esigenza del territorio: se servono camerieri, muratori o saldatori, bisogna preparare queste persone perché quando escono abbiano qualcosa da fare”.

A pesare è anche l’aumento della popolazione carceraria, a fronte di risorse economiche che restano invariate. Un meccanismo che riduce ulteriormente le possibilità di lavoro per i detenuti e incide anche sulle condizioni del personale penitenziario. Un quadro complesso, dunque, che rilancia la necessità di investimenti e di un sistema più strutturato per trasformare davvero il lavoro in uno strumento di reinserimento e sicurezza sociale.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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