Sanità senese, la Cisl attacca la gestione delle Scotte: "Serve un cambio di passo"

Nel mirino la revoca della consulenza al professor Donato Casella, la situazione della Tossicologia Forense e le condizioni di lavoro del personale

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La revoca della consulenza affidata al professor Donato Casella, le criticità denunciate nel Laboratorio di Tossicologia Forense e il disagio organizzativo vissuto dal personale. Sono alcuni dei punti sollevati da Cisl Siena, FNP Cisl e Cisl FP, che intervengono con una dura nota sulla gestione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.

Le organizzazioni sindacali parlano di una conduzione “approssimativa, improvvisata e inadeguata” e chiedono una netta discontinuità, insieme a un piano industriale capace di definire il futuro delle Scotte. Al centro dell’intervento anche il ricorso a laboratori privati per alcuni accertamenti, i turni di dodici ore nei reparti a continuità assistenziale e la modifica del servizio sostitutivo di mensa. Di seguito la nota integrale.

“La sanità è la prima infrastruttura sociale. Se non tiene lei, non tiene il territorio”. È da questa convinzione che, come Cisl Siena, FNP e Cisl FP, leggiamo quanto sta accadendo a Siena.

La vicenda della consulenza al professor Donato Casella, assegnata e revocata dopo soli quindici giorni dal direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese – annunciata con grande enfasi – è grottesca. E non è un caso isolato. È la cartina di tornasole di una gestione delle Scotte sempre più approssimativa, improvvisata e inadeguata, che meriterebbe una soluzione di discontinuità rispetto al recente passato.

Il professor Casella, molto conosciuto e apprezzato nel nostro ospedale, dove ha lavorato a lungo prima di trasferirsi all’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, era stato richiamato alle Scotte con un incarico professionale di collaborazione per interventi ricostruttivi maggiori e di oncoplastica, comprensivo di attività formative e consulenze per seconde opinioni, per una somma cospicua.

Il 1° settembre l’incarico è stato revocato per “impossibilità di svolgere le attività previste in convenzione”. Una delibera revocata prima ancora di diventare esecutiva, senza che sia sorto alcun vincolo contrattuale. Solo l’ennesima figuraccia. Difficile dire cosa sia peggio, se la nomina o la revoca.

Ci chiediamo: un’équipe di sei professionisti tra chirurghi e chirurghi plastici presente alle Scotte non era considerata dalla Direzione in grado di effettuare determinati interventi? Eppure, a Siena si formano da anni chirurghi e plastici di valore. E sulla revoca: ci sono stati vizi procedurali? Sono stati omessi controlli? Oppure sono arrivati ordini superiori per ragioni di contenimento di una spesa rilevante, in una sanità regionale toscana sempre più in rosso?

Non è un caso isolato. Lo abbiamo denunciato con una nota formale il 30 luglio all’assessora regionale Monia Monni, al direttore della Sanità regionale Federico Gelli Torre, all’assessore Giuseppe Giordano e alla sindaca Nicoletta Fabio. Assessore e sindaca di Siena si sono prontamente attivati con Monni e Torre.

Dal 15 giugno il Laboratorio di Tossicologia Forense delle Scotte non è più il punto di riferimento per tutta l’Area vasta Sud-Est per gli accertamenti di secondo livello. Per la mancanza di una figura dirigenziale abilitata alla refertazione, oggi farebbe solo screening, ma neanche quelli.

Il secondo livello sarebbe stato trasferito ad altre strutture pubbliche, come Pisa, e in misura significativa a laboratori privati, compresi gli esami del Codice Rosa. Il ricorso al privato configura un aggravio economico per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale. Chi rinnova la patente, chi è inserito in un percorso Ser.D. o chi è coinvolto in un affido di minori oggi è costretto a sostenere costi che potrebbero essere evitati con un servizio pubblico pienamente operativo.

Si perde anche la gestione diretta della catena di custodia, essenziale per il valore medico-legale. Risulterebbe, inoltre, che i medici possano contattare strutture private di loro conoscenza per inviare i campioni. Riteniamo inopportuna questa metodologia.

Le stesse preoccupazioni riguardano il futuro della Genetica Forense e l’avvicendamento, in poco tempo, di tre dirigenti delle professioni sanitarie, senza alcuna sostituzione di merito. Chiediamo il completo ripristino del servizio, il potenziamento tecnologico e il reintegro delle attività esternalizzate. Su questo il direttore Torre ci ha convocati per condividere il percorso da intraprendere.

Quando manca programmazione, quando si agisce unilateralmente e quando non si consolida un rapporto partecipativo con chi lavora, il messaggio è che manca un progetto. E i professionisti un progetto e un’appartenenza li cercano altrove.

A questo si aggiunge la quotidianità: personale dei reparti a continuità assistenziale impiegato in turni di dodici ore senza la concreta possibilità di usufruire di una pausa adeguata per il pasto, in violazione del contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità; la modifica unilaterale del servizio sostitutivo di mensa, passato dal pasto caldo da asporto al sacchetto freddo, con un peggioramento qualitativo attuato senza confronto sindacale. È il termometro di un disagio organizzativo diffuso.

Come Cisl ci aspettiamo un cambio di passo. La sanità non è una somma di reparti, numeri e liste d’attesa. È il collante della comunità. Se la sanità territoriale cede, cede l’intero sistema sociale ed economico.

Siamo inoltre in attesa della nomina del direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, con la speranza che venga scelta una persona equilibrata e con esperienza del nostro territorio.

Le Scotte sono un ospedale di secondo livello, universitario e di ricerca, punto di riferimento per tutta l’Area vasta. Non possono vivere di tamponamenti e di consulenze da decine di migliaia di euro.

Serve un piano industriale chiaro sul futuro del presidio, insieme a coraggio e urgenza nelle scelte e lucidità nell’impiego delle risorse finanziarie, per evitare la dispersione di denaro in opere non direttamente collegate alla salute dei cittadini o al potenziamento del personale e delle attrezzature.

 



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