Effetti Coronavirus, tassisti Cotas: “Perso il 60% delle chiamate”. Le misure restrittive varate

Il grido di dolore del presidente Nicola Borghi: "Una categoria in ginocchio". Pronte misure restrittive da adottare per evitare il rischio contagio

Una città di Siena semi-deserta a seguito delle prescrizione del Governo e del decreto ministeriale per affrontare l’emergenza sanitaria coronavirus (LEGGI QUI). Solo i supermercati sono presi d’assalto, per questo anche i taxi senesi sono rimasti parcheggiati con il motore spento in diversi luoghi della città. Nessun passeggero da trasportare, nessun turista in arrivo alla stazione. Cotas, il consorzio senese, attraverso il suo presidente Nicola Borghi, lancia il grido di dolore “siamo una categoria in ginocchio, calo del 60% delle chiamate” annunciando le misure restrittive da adottare per evitare il rischio contagio, deliberate dal cda odierno. “Rimaniamo a disposizione h24, nessuno si accorgerà della differenza” assicura Borghi.

Nelle fasce a domanda debole per i turni di notte e partenze, le macchine obbligatoriamente in turno passeranno da quattro a due. Per prevenire il contagio i tassisti inviteranno a salire al massimo due passeggeri per volta e adotteranno le massime tutele consentite, sia per loro stessi che per i clienti. Il Cotas comunica anche che il servizio di ogni taxi verrà limitato alle otto ore di turno ad auto e che a partire da domani, giovedì 12 marzo, il centralino radiotaxi verrà temporaneamente chiuso e sarà possibile richiedere il taxi interagendo in parte con un risponditore automatico, in parte con un operatore in telegestione. Non cambia il numero telefonico per richiedere un taxi che rimane 0577 49222. Per concludere il Cotas invita i clienti ad essere molto precisi nella chiamata con l’operatore virtuale, indicando, con tutti i dettagli, il nome della via ed il numero civico dove è richiesto il servizio

“Le novità riguardano intanto la riduzione del posto passeggero sul taxi, per mantenere quel metro di sicurezza richiesto, non sarà consentito fare spazio a tre posti dietro – ha spiegato Borghi – poi ci sarà l’interruzione del nostro centralino, non ci sarà un operatore umano ma uno virtuale. In caso di difficoltà, abbiamo pensato di fare una deviazione di chiamata a Modena”.

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