Tassi d’interesse in rialzo, inflazione galoppante e una pressione sempre più forte degli affitti turistici sul mercato privato locale: la tensione abitativa a Siena e provincia continua a salire, investendo ormai non solo le fasce indigenti ma anche il ceto medio. A tracciare un quadro dettagliato della crisi è Andrea Quadri, Segretario Generale della federazione provinciale del S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari), che denuncia il profondo divario tra la forte domanda di alloggi e le risorse effettivamente messe a disposizione dall’Edilizia Residenziale Pubblica.
Con 205 richieste di esecuzione di sfratto registrate nel territorio nel 2025 e circa 330 appartamenti popolari lasciati vuoti per assenza di fondi destinati al ripristino, il sindacato richiama le istituzioni centrali e locali a un impegno strutturale, puntando i riflettori anche sulla gestione dei costi e sulle manutenzioni dei fabbricati della provincia.
Di seguito la nota integrale firmata dal Segretario Generale Andrea Quadri:
“Come sindacato degli inquilini e degli assegnatari riteniamo che il finanziamento ed il pieno funzionamento del sistema ERP siano imprescindibili per dare una risposta concreta alla tensione abitativa, che sempre di più interessa anche il nostro territorio provinciale.
Purtroppo, però, lo scenario dell’Edilizia Residenziale Pubblica va in tutt’altra direzione: da un lato alloggi popolari che rimangono sfitti e non possono essere riassegnati per mancanza di risorse, a fronte di liste d’attesa sempre più lunghe, dall’altro famiglie assegnatarie che vivono in strutture bisognose di interventi urgenti, troppo spesso rimandati o disattesi.
Tutto questo avviene in un contesto storico in cui l’emergenza casa ha assunto dimensioni globali: l’inflazione, l’aumento dei tassi d’interesse e le crescenti tensioni internazionali stanno spingendo sempre più famiglie, anche del ceto medio, verso la precarietà abitativa. Una precarietà che può degenerare in una procedura di sfratto: secondo i dati del Ministero dell’Interno nel 2025 in provincia di Siena sono 205 le richieste di esecuzioni e 138 i provvedimenti emessi, di cui il 20% per finita locazione, e molto probabilmente sono case che saranno sottratte dal mercato privato per finire nella locazione turistica. Famiglie strozzate dal caro vita e da salari stagnanti non riescono più a sostenere un affitto nel mercato privato.
A fronte di questa emergenza strutturale, il panorama politico nazionale è desolante.
L’attuale Governo ha varato un Piano Casa che ignora sistematicamente il ruolo dell’Edilizia Residenziale Pubblica. Le risorse stanziate, 970 milioni in 5 anni, non coprono neanche il 50% degli alloggi vuoti, stimati in 100.000 in tutta Italia.
In provincia di Siena ci sono circa 330 appartamenti vuoti a fronte di 1.362 persone in graduatoria, mentre ben 5.702 famiglie ne avrebbero diritto perché con ISEE inferiore a 16.500 euro e senza casa di proprietà.
Quindi l’impegno della Politica e del Governo dovrebbe essere di ben altra natura e con interventi più strutturali.
È in questa cornice di totale disinvestimento nazionale che le criticità locali si fanno sentire di più. Lo dimostra anche l’analisi sul bilancio 2025 di Siena Casa Spa pubblicata in questi giorni su Instagram dal ‘Partito del Bollore’. È sì un bilancio in attivo – anche se minimo, appena 6 mila euro -, ma dimostra che l’Azienda non ha la liquidità per poter affrontare le adeguate manutenzioni. Mentre agli assegnatari viene risposto che “non ci sono risorse” per rendere efficienti i fabbricati popolari, i costi per i servizi aumentano di anno in anno, mentre quelli per le manutenzioni diminuiscono del 20%.
Non possiamo permettere che le mancate politiche strutturali sulla casa, e sugli alloggi popolari nello specifico, vengano scaricate sugli inquilini attraverso il taglio dei servizi.
L’Edilizia Residenziale Pubblica ha uno scopo sociale fondamentale, non è una società finanziaria”.