Ex Beko, al via il bando per l'affitto del sito produttivo di Siena. Domande entro il 30 giugno, canone annuale da 850mila euro

La procedura si svolgerà in due fasi: una prima raccolta e valutazione delle manifestazioni di interesse, poi l’invito a presentare offerta per i soggetti ammessi

Di Redazione | 20 Maggio 2026 alle 11:30

Ex Beko, al via il bando per l'affitto del sito produttivo di Siena. Domande entro il 30 giugno, canone annuale da 850mila euro

Parte ufficialmente la ricerca di un nuovo soggetto industriale per lo stabilimento ex Beko di viale Toselli. Sviluppo Industriale Siena S.r.l., società controllata da Invitalia e partecipata dal Comune di Siena, ha pubblicato l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’affidamento in locazione del complesso produttivo, acquistato da Invitalia il 30 settembre 2025 e conferito alla società lo scorso 16 dicembre.

L’obiettivo è verificare l’interesse del mercato e selezionare operatori economici disponibili a insediarsi nell’area, in vista della reindustrializzazione del sito. La procedura si svolgerà in due fasi: una prima raccolta e valutazione delle manifestazioni di interesse, poi l’invito a presentare offerta per i soggetti ammessi. Le candidature dovranno arrivare esclusivamente attraverso la piattaforma telematica di Invitalia entro le ore 12 del 30 giugno 2026.

Il complesso potrà essere affittato nella sua interezza oppure diviso in due lotti. L’avviso precisa però che sarà data preferenza alle proposte riguardanti l’intero immobile, ritenute prioritarie rispetto alla combinazione di offerte separate. Il canone minimo previsto è di 70.779 euro al mese, pari a 849.351 euro annui; in caso di divisione, 464.523 euro annui per il Lotto A e 384.828 euro per il Lotto B. Il bando prevede inoltre la durata dell’affitto in 6 anni rinnovabili.

Il sito, destinato esclusivamente a uso industriale, comprende due edifici principali collegati da un passaggio sopraelevato, oltre a uffici, mensa, magazzini, punto vendita, servizi e un raccordo ferroviario. Restano centrali i temi ambientali: l’area è interessata da un procedimento di bonifica di suolo e falda, i cui costi resteranno in capo al conduttore uscente, mentre il futuro locatario potrà intervenire sulla rimozione dell’amianto e sul rifacimento del tetto beneficiando di un contributo straordinario di 2,134 milioni di euro.

Per accedere alla seconda fase non basterà dichiarare interesse, le proposte saranno valutate sulla base di quattro criteri: capacità di sviluppo sul territorio, coinvolgimento della filiera locale, lavori di manutenzione e riqualificazione previsti, salvaguardia dei livelli occupazionali. È fissata una soglia minima di 10 punti. Il sopralluogo nello stabilimento sarà obbligatorio e potrà svolgersi il 4 e 5 giugno.

La pubblicazione dell’avviso non assegna ancora un futuro allo stabilimento, ma apre il passaggio decisivo: capire se esistono investitori pronti a riportare produzione e lavoro nell’area simbolo della vertenza industriale senese.



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