L’interessamento di Leonardo ha aperto una nuova prospettiva per l’ex Beko di Siena, ma il confronto resta concentrato sul piano industriale e sulle garanzie per i lavoratori. Questa mattina, venerdì 9 ottobre, nell’assemblea in viale Toselli, istituzioni e sindacati hanno fatto il punto all’indomani dell’annuncio del ministro Adolfo Urso.
La sindaca Nicoletta Fabio ha rivendicato il percorso seguito dall’amministrazione, chiamando in causa la Regione. “Non tutti, a cominciare dalla Regione, credevano in questo progetto”, ha dichiarato a margine dell’assemblea.
“Ho seguito questa vicenda dal primo giorno, con un obiettivo preciso. Ai lavoratori avevo sempre detto: pazienza, fra settembre e ottobre qualcosa arriverà”, ha affermato Fabio. “Il presidente Macrì mi ha confermato l’intenzione di utilizzare questo sito industriale. È una tappa, non un punto d’arrivo. Non ho mai fatto né farò trionfalismi. Sto al fianco di questi lavoratori fino al giorno in cui i cancelli riapriranno”. Sul ruolo della Regione ha aggiunto: “Deve fare la sua parte in termini di formazione”.
Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl di Siena, ha indicato Leonardo come la prospettiva su cui puntare. “Per me c’è solo Leonardo, perché Siena ha bisogno di una prospettiva industriale e di lavoro di qualità”, ha detto. “L’accordo prevede un piano industriale per 299 persone. Si partirebbe dai 150 lavoratori rimasti per arrivare ai 299. Aspettiamo di vedere nero su bianco il piano industriale”, ha proseguito.
Più prudente la posizione della Fiom Cgil Toscana. “Stiamo commentando una dichiarazione stampa del ministro. Ha detto che c’è un interessamento di Leonardo, ma non sappiamo nulla di più”, ha sottolineato il segretario Daniele Calosi. “Vogliamo un piano industriale che dia garanzie occupazionali per tutti, puntando sulle produzioni di natura civile. Di promesse del ministro ne abbiamo sentite tante, di cose messe a terra abbiamo visto ben poco”.
Lorenzo Fusco, della Uilm Toscana Sud-Est, ha richiamato gli elementi ancora da chiarire. “Non sappiamo se stiamo parlando direttamente di Leonardo oppure di un soggetto che lavora per Leonardo. Mancano tempi, cronoprogramma, numeri e formazione”, ha osservato. “Ieri il ministro ha parlato di una buona parte dei lavoratori: per noi devono essere tutti. Domani mattina, dopo aver letto i giornali, i lavoratori saranno ancora in cassa integrazione”.
Il coordinatore della Uil senese Massimo Martini ha invece sottolineato il valore politico dell’apertura annunciata al Ministero. “È stata una giornata storica. Questa è una scelta politica del Governo, non del ministro a titolo personale”, ha affermato.
“Ora tutti i soggetti devono unirsi per costruire un vero progetto di reindustrializzazione. La vertenza finirà quando davanti a questi cancelli taglieremo il nastro per un nuovo insediamento industriale”.