La fine di un ecomostro. O, almeno, il primo passo concreto verso una nuova vita per una delle aree dismesse più ingombranti del territorio senese. Alle 11 di oggi, venerdì 10 luglio, l’ex fornace di Arbia, nel comune di Asciano, è stata battuta all’asta negli uffici dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Monteriggioni.
Ad aggiudicarsi il complesso industriale è stato il Gruppo Centrofarc, azienda con sede a Monteroni d’Arbia specializzata nella distribuzione di prodotti per l’igiene professionale, la sanificazione e il monouso. L’offerta presentata dalla realtà guidata dalla famiglia Bechi, pari a 630mila euro, è stata l’unica arrivata entro i termini. Per questo, all’apertura delle buste, si è proceduto all’aggiudicazione dell’immobile.
Presenti alla seduta il legale rappresentante di Centrofarc, Federico Bechi, il curatore fallimentare Roberto De Marco e il vicesindaco di Asciano Mattia Mangone. Un passaggio atteso da anni, dopo una lunga serie di aste andate deserte e ribassi progressivi: dai 6,6 milioni della prima valutazione ai 3,5 milioni dell’ultimo tentativo, fino alla cifra di 630mila euro che ha permesso oggi di sbloccare la procedura.
L’area dell’ex fornace si estende per circa 46mila metri quadrati tra via Aretina e via Lauretana. Al suo interno si trovano edifici industriali originari degli anni Venti, da tempo in disuso, che per la frazione di Arbia sono diventati negli anni una presenza pesante: un grande vuoto produttivo rimasto sospeso tra ipotesi di recupero, problemi di sicurezza e attesa di una prospettiva.
Prospettiva che adesso passa dal progetto di Centrofarc. “L’idea è quella di riqualificare tutta l’area e utilizzarla per la nostra attività, in particolare a fini logistici”, ha spiegato Federico Bechi al termine dell’asta. Il percorso dovrà passare anche da una fase amministrativa e autorizzativa, in collaborazione con il Comune: “L’obiettivo è sviluppare un progetto logistico che ci permetta di potenziare la nostra capacità di lavoro per la distribuzione delle merci”.
Un intervento che, nelle intenzioni dell’azienda, avrà anche un valore per la comunità. “Poter contribuire alla riqualificazione di un’area e di un territorio in questo modo è motivo di orgoglio per Centrofarc – ha aggiunto Bechi – perché è qualcosa che va a beneficio di tutta la comunità”.
Soddisfazione anche da parte del curatore fallimentare Roberto De Marco, che segue la vicenda da anni. “Finalmente siamo arrivati alla conclusione”, ha detto De Marco, ricordando la complessità del percorso, le problematiche del sito, la raccolta firme dei cittadini e i passaggi in Prefettura. Negli anni la curatela è riuscita anche a intervenire sulla messa in sicurezza della ciminiera, una delle principali preoccupazioni per l’abitato.
L’aggiudicazione, però, non chiude ancora definitivamente la vendita. “Oggi è avvenuta l’aggiudicazione provvisoria – ha spiegato De Marco –. Per avere il titolo definitivo l’azienda dovrà pagare il saldo prezzo rispetto all’offerta presentata. Successivamente si procederà con l’atto di compravendita e con il rogito dal notaio”. Solo allora la proprietà sarà pienamente trasferita alla nuova società. Secondo il curatore, il percorso potrebbe essere rapido anche per l’urgenza legata agli strumenti urbanistici. La chiusura del fallimento, ha aggiunto, potrebbe arrivare nel 2027, con il riparto delle somme reperite.
Per De Marco la vendita dell’area può avere anche ricadute importanti per il territorio: “Ci sono risvolti socio-economici molto rilevanti, a partire da nuova occupazione e dalla ristrutturazione completa dell’area da parte della nuova proprietà”.
Il passaggio è stato accolto con soddisfazione anche dal Comune di Asciano. “Come amministrazione siamo veramente felici di questo primo passo – ha detto il vicesindaco Mattia Mangone –. Un bene che era una criticità sta diventando una risorsa per il territorio. È un passaggio importante, atteso da anni, e speriamo possa rappresentare un punto di svolta”.
Il Comune sarà chiamato ad accompagnare la nuova fase soprattutto sul piano urbanistico e amministrativo. “Ci vorranno settimane di lavoro, ma siamo fiduciosi che tutto possa concludersi nel più breve tempo possibile”. Il vicesindaco ha poi sottolineato il valore della scelta di Centrofarc: “Siamo molto felici che un’azienda della zona abbia scommesso sul nostro territorio. I contatti vanno avanti da mesi e l’amministrazione cercherà di assisterla per quanto possibile in questo percorso”.
La prima fase riguarderà la messa in sicurezza dell’area, poi seguirà la ricostruzione secondo le esigenze dell’acquirente. Sulle tempistiche Mangone resta prudente, ma indica una direzione: “Parliamo di mesi, certamente non di anni”.
Dopo anni di aste senza esito, l’ex fornace di Arbia ha dunque un aggiudicatario e una prospettiva concreta. La strada per il recupero sarà ancora lunga, ma la giornata di oggi segna comunque un passaggio storico: quello in cui un luogo simbolo dell’abbandono industriale ha iniziato davvero a uscire dal tunnel.

A sinistra Federico Bechi di Centrofarc, a destra il vicesindaco di Asciano Mattia Mangone