Cinque cittadini toscani impegnati nella missione umanitaria della Global Sumud Flotilla sono stati arrestati dall’esercito israeliano e trasferiti nel carcere di Ashdod insieme agli altri attivisti dell’imbarcazione diretta verso Gaza con aiuti umanitari.
Di fronte all’accaduto, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la vicepresidente Mia Diop hanno espresso una dura condanna per l’intervento israeliano, chiedendo al Governo italiano e alla Farnesina di attivarsi immediatamente per ottenere la liberazione degli attivisti e garantire tutela diplomatica.
Tra i fermati figura anche Alfonso Coletta, medico anestesista in pensione di Siena, 77 anni, conosciuto nel territorio senese per il suo impegno nel volontariato sanitario, nella cooperazione internazionale e nelle iniziative di solidarietà umanitaria.
Secondo quanto riferito dal prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi, gli attivisti italiani fermati da Israele dovrebbero essere trasferiti nel pomeriggio a Istanbul per poi rientrare in Italia.
“Esprimo forte preoccupazione per l’arresto in acque internazionali degli attivisti diretti a Gaza con aiuti umanitari, tra cui i toscani Antonella Bundu, Dario Salvetti, Claudio e Federico Paganelli e Alfonso Coletta– ha dichiarato Giani-. Chiediamo al Governo italiano e al Ministero degli Esteri di attivarsi immediatamente per avere notizie certe sulle loro condizioni, garantire tutela diplomatica e ottenere la loro rapida liberazione. L’Italia faccia sentire con forza la propria voce per difendere i diritti umani, il diritto internazionale e la sicurezza dei propri cittadini”.
“Da Israele continuano ad arrivare notizie e immagini inaccettabili– ha aggiunto Mia Diop –. Il nostro Paese non può restare fermo e deve prendere iniziativa con la massima urgenza per garantire la protezione consolare dei nostri connazionali, la loro incolumità e il loro rapido rientro in Italia”.
Per la vicepresidente della Regione Toscana si tratterebbe di “una sequela di atti illegittimi” contro persone impegnate in “una missione umanitaria pacifica e civile”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la comunità ebraica di Firenze, che ha condannato le violenze sugli attivisti della Flotilla ed espresso solidarietà ad Antonella Bundu, parlando di immagini che “riempiono di indignazione”.