“Constatiamo che il Campo Largo non è estraneo alle logiche del ‘manuale Cencelli’. Ci siamo da subito interrogati su quali requisiti specifici potesse avere l’ex consigliere regionale di Casa Riformista, Stefano Scaramelli, per ricoprire la carica di Garante toscano per i diritti dell’infanzia. Poi abbiamo visto che non siamo stati i soli a porci questa domanda, essendo intervenute contro la nomina anche oltre 40 associazioni toscane del mondo del Terzo Settore”, così i Consiglieri comunali del Comune di Siena Lorenza Bondi, Silvia Armini, Marco Falorni, Davide Ciacci, Michele Cortonesi, Leonardo Pucci e il consigliere provinciale, Paolo Salvini.
“Sempre di più, nella società contemporanea, il tema dei diritti dell’infanzia riveste un ruolo centrale per la delicatezza degli impatti che ricadono su una categoria particolarmente fragile per sua stessa natura. Per questo motivo, nell’interesse collettivo, riteniamo che non sia materia su cui possa e debba prevalere una mera logica di ‘contentini’, bensì una selezione accurata in base alle specifiche competenze maturate nel settore. Ritenendo che, in qualsiasi contesto, il salto di qualità sia che si tratti di un tema preciso che delle realtà territoriali in generale lo fanno le persone, le capacità che riescono ad esprimere, e non un banale ‘risiko’ su carta in cui i posizionamenti avvengono per bilanciamenti che non riflettono le necessità reali.”