Genitori, figli e compiti a casa ai tempi del “io resto a casa”: ecco i consigli della psicologa dell’età evolutiva

La dottoressa Lauretano, senese d’adozione, detta semplici regole per essere padri, madri e, contemporaneamente, insegnanti. No ai compiti di domenica, si allo spazio riservato in casa.

Non è un momento facile per tutti. Nei giorni del “io resto a casa” un compito arduo è quello dei genitori che, oltre alla normale routine, si trovano a dover gestire anche gli “impegni scolastici”, soprattutto, dei bimbi più piccoli.

Per capire come affrontare al meglio la situazione, abbiamo chiesto un’opinione alla dottoressa Antonella Lauretano, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta familiare, senese d’adozione, che non ha dubbi: “in questo periodo di emergenza sono cambiate tante cose, innanzitutto è  venuta meno la relazione con i compagni di classe“.

Poi, la chiave di lettura del problema : “siamo privi della relazione insegnante /alunno perché non c’è nessuna tecnologia che può sostituire una relazione, soprattutto rispetto a quei bambini che sono in difficoltà sotto vari punti di vista. Lo stile di insegnamento del proprio insegnante è unico ed esclusivo specialmente per i più piccolini che, spesso, rivedono in lui o lei un grandissimo punto di riferimento” .

Dunque, ai genitori viene chiesto, in un solo colpo e in maniera improvvisa, di dover compensare tutto ciò: devono essere genitore,  amico e  insegnante. Bella sfida! Senza dimenticare che il genitore provetto deve essere anche buon conoscitore dei mezzi informatici  per affrontare le sfide social, le lezioni on line e altro ancora.

La strada virtuosa da intraprendere è indicata dalla professionista: “è necessario che tra i genitori vi sia  collaborazione e condivisione degli obiettivi giornalieri ed educativi , i bambini e i ragazzi devono sapere che ci siete, che avete un piano ben preciso per la giornata, che c’è si un margine di cambiamento nei tempi e nelle modalità di svolgimento di quel piano ma che, al termine della giornata, ognuno deve aver svolto il proprio compito ( lavoro , studio , pulizie e altro)”.

Poi, qualche consiglio pratico: “individuate un angolo di una stanza della vostra casa da allestire con libri, computer e materiali necessari (meno oggetti ci sono e meglio è perché diminuiscono le distrazioni), elencate i compiti da svolgere per ordine di difficoltà o di preferenza ( dal compito che risulta più difficile a quello meno, oppure dal compito che piace di più a quello che piace meno) e  decidete da dove si vuole iniziare, fate delle pause durante lo studio (massimo 10 minuti) , con i più piccoli individuare un sistema di premi per cui se si svolgono i compiti bene e rispettando spazio e tempo viene data una stellina o uno smiles e al termine della settimana dare un premio”.

E il sabato e la domenica come distinguerli?

Vietato studiare il sabato e la domenica. Poche ore al giorno bastano per tenere attento il cervello e poter rimanere aggiornati”.

Un consiglio nella relazione tra genitori?

ogni genitore  è chiamato a mettere a servizio della famiglia le proprie conoscenze, competenze , risorse e capacità per salvaguardare sé stesso ma anche per aiutare l’altro ad evitare  un collasso psicologico. Se il peso dello zaino viene condiviso sembra meno pesante”.

Infine l’ultimo dettaglio, il più importante: “Godetevi i vostri figli, annusateli, osservateli, ascoltateli e  lasciatevi condurre da loro, guardate i loro quaderni perché i quaderni parlano a chi sa ascoltare con il cuore: in fondo questo è quello che fa un vero insegnante. Partire da loro per capire meglio come procedere e aiutarli in questa fantastica avventura che è l’apprendimento scolastico”.

Giuseppe Saponaro

 

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