Concorsi troppo lunghi, carenza di infermieri e una sanità regionale che rischia di diventare economicamente insostenibile. Sono le principali criticità evidenziate da Enrico Tucci, vicepresidente della commissione Sanità della Regione Toscana, a margine dell’audizione del direttore generale di Estar, Daniele Testi.
Al centro del confronto in commissione il ruolo di Estar, l’ente regionale che gestisce acquisti di farmaci e dispositivi, procedure concorsuali e numerose funzioni tecnico-amministrative per il sistema sanitario toscano. Un organismo che Tucci ha definito “molto importante”, ma anche inevitabilmente rallentato da procedure complesse e da una normativa stringente.
“Il direttore Testi ha fatto una disamina molto esauriente – ha spiegato Tucci – ma è evidente che Estar, dovendo garantire tutte le procedure legate ad anticorruzione e privacy, finisce per essere un ente farraginoso”. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha ricordato anche la sua esperienza da dirigente sanitario, ammettendo che in passato l’ente veniva percepito come “l’ufficio complicazioni affari semplici”.
La principale richiesta avanzata dalla commissione riguarda però la velocizzazione dei concorsi pubblici. “È stato evidenziato anche nelle precedenti audizioni – ha detto – che i concorsi durano troppo. In un anno non si può espletare una selezione mentre il sistema sanitario ha bisogno di assumere personale il prima possibile”.
Un problema che, secondo Tucci, rischia di ripercuotersi direttamente sulle nuove Case di comunità finanziate con il Pnrr. “La corsa a completare le strutture probabilmente avrà successo – ha affermato – ma il rischio è quello di avere cattedrali nel deserto”. A preoccupare maggiormente è la carenza di infermieri, indicati dal vicepresidente della commissione come la figura chiave per il funzionamento della sanità territoriale: “Sono la categoria professionale più importante per dare vita alle Case di comunità ma anche quella più carente, in Toscana come nel resto d’Italia”.
Nel corso dell’intervista Tucci ha commentato anche il via libera del Governo al bilancio sanitario regionale. “L’approvazione certifica che i Lea sono stati rispettati e che la Toscana ha coperto con risorse proprie i 232 milioni di spesa aggiuntiva rispetto al Fondo sanitario nazionale”, ha riconosciuto Tucci. Ma il giudizio complessivo resta fortemente critico: “Si stanno accumulando i debiti della sanità toscana – ha dichiarato – e questa non è una buona notizia per i cittadini”. Secondo Tucci il disavanzo del primo trimestre 2026 sarebbe già superiore ai 165 milioni, oltre quindi ai 150 milioni indicati dalla Regione. Una situazione che, a suo avviso, potrebbe portare il deficit annuale oltre quota 600 milioni.
Da qui l’attacco alla gestione del sistema sanitario regionale e la richiesta di una riforma strutturale. “La sanità toscana è su un piano inclinato ripidissimo – ha concluso – e serve una vera rivisitazione della legge 40 e una profonda ristrutturazione del sistema, perché così non è più sostenibile”.