Il geometra Giuseppe Tridico torna in libertà

Dopo 6 mesi a Santo Spirito, la Cassazione ha accolto l’istanza di revoca totale della misura cautelare. Il noto professionista di Torrenieri fu arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’operazione “Stige”

Dopo 6 mesi di detenzione a Santo Spirito, il geometra Giuseppe Tridico, arrestato lo scorso 9 gennaio per concorso esterno in associazione mafiosa, torna in libertà. La cassazione ha accolto pienamente la richiesta formulata dai legali del 39enne di Torrenieri (Montalcino) per la revoca totale della misura cautelare detentiva, ravvisando l’assenza dell’esigenza cautelare e anche un vizio di forma nella sua applicazione.

Già quattro mesi fa le difese avevano fatto istanza di riesame della misura stessa al tribunale di Catanzaro, vedendosela respinta: da qui la nuova richiesta alla Cassazione che ha invece dato ragione al geometra, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa in quanto, secondo la direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, avrebbe curato alcuni interessi della famiglia ndranghetista dei Giglio in ambito edilizio.  Tridico, originario di Crotone ma da anni residente in provincia di Siena con moglie e figli, è stato uno dei 169 arrestati di una vasta operazione, denominata “Stige”, condotta dal procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, il cui obiettivo era di assestare un duro colpo agli affari delle cosche dell’ndrangheta del cirotano, in provincia di Crotone. Al momento, per l’intera operazione, si attende la conclusione delle indagini.

L’avvocato di Tridico, De Martino, si è detto “pienamente soddisfatto per la pronuncia della Cassazione anche se rimane l’amarezza per un esito che doveva giungere già quattro mesi fa al tribunale del riesame di Catanzaro”. Il difensore si dichiara convinto di poter dimostrare l’assoluta estraneità di Tridico, giudicato “professionista serio ed onesto”, dal grave capo di accusa a lui contestato.

Claudio Coli

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