Giornata contro la violenza sulle donne, Vittoria Doretti: “donne abbiate forza e speranza. Non siete sole”

L’esperienza del Codice Rosa, i dati e la testimonianza di un operatore

 

Ogni anno il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per invitare governi, organizzazioni internazionali e Ong a contrastare, anche con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, questa piaga sociale e sanitaria, che non conosce confini di età, nazionalità, religione, livello sociale. La data non è stata scelta a caso: il 25 novembre 1960 tre sorelle domenicane, Patria, Maria e Antonia Mirabal furono brutalmente assassinate dalla guardia del dittatore Trujillo per il loro impegno contro il regime.

Da tempo in Toscana è attivo il Codice Rosa, il modello di presa in carico nato a Grosseto nel 2009 da una intuizione di Vittoria Doretti (responsabile della Rete regionale del Codice rosa) e della Procura della Repubblica, in collaborazione con i Centri antiviolenza. Formalizzato nel 2010, con un protocollo d’intesa, attualmente è patrimonio regionale (hanno aderito tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere) e nazionale, oltre che modello di riferimento per contrastare i fenomeni di violenza di genere (attraverso il percorso donna) o di discriminazione.

Il Codice Rosa è un percorso riservato alle vittime di violenza (donne, uomini, bambini, anziani) che si rivolgono ai Pronto Soccorso degli ospedali o delle Aziende ospedaliere aderenti al progetto. Il personale socio-sanitario lavora in rete con enti e istituzioni, nonché in sinergia con i centri antiviolenza che rappresentano un punto di riferimento fondamentale sul territorio per il sostegno alle vittime.

“Anni di esperienza in ambito operativo e gestionale nel settore dell’emergenza sanitaria mi hanno portato alla convinzione che il maltrattamento e la violenza sessuale, non solo nei confronti delle donne, rappresentino una vera emergenza sociale – spiega Francesco Palumbo, responsabile UOSD Pronto Soccorso all’ospedale Amiata-Val d’Orcia – Per gli operatori sanitari impegnati sul campo e per le strutture organizzative ospedaliere e territoriali sono, invece, una vera e propria sfida. Infatti, è ormai consolidato che le vittime, nella maggior parte dei casi e sempre più frequentemente, scelgono di varcare la porta di un Pronto Soccorso nella disperata ricerca di aiuto. Questo è motivo di grande impegno per chi opera in questo settore in quanto è la dimostrazione che, nonostante infinite difficoltà, i sistemi di emergenza territoriale e i Pronto Soccorso continuano a fornire risposte ed hanno la fiducia dei cittadini-pazienti. Ma quello che a mio parere rappresenta il ruolo più difficile e, allo stesso tempo, fondamentale nella fase dell’emergenza, è la capacità di determinare “l’emersione del sommerso”. Questo significa che i casi gestiti sono la punta di un iceberg, rappresentano solo una piccola parte rispetto alla maggior parte di essi che, invece, rimane nascosta per motivazioni psico-socio-culturali ancora tutte da studiare. Il nostro ruolo in questa fase è determinante e posso confermare che l’atteggiamento giusto nell’osservare la realtà clinica e la predisposizione all’ascolto rispetto alla condizione umana che abbiamo di fronte, possono spesso risultare efficaci nella rottura del muro del silenzio”.

Nei primi 9 mesi del 2018, i casi trattati dal Codice Rosa in tutta la Asl Toscana sud est (Arezzo, Siena e Grosseto) sono stati 475 (431 adulti e 44 minori). Nello specifico in provincia di Siena, i casi totali sono stati 129 (121 adulti e 8 minori).

La Asl Toscana sud est sostiene la campagna di comunicazione della Regione Toscana e ricorda il numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking: 1522. E’ stato attivato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio. Da dicembre 2016, con delibera della Giunta toscana, il progetto Codice rosa è stato ulteriormente strutturato in Rete regionale, con modalità, protocolli operativi e linee guida comuni.

“Vorrei ringraziare, per il loro lavoro quotidiano e prezioso, tutti gli operatori della Rete e quelli della Asl Toscana sud est, compresi gli amministrativi e la Direzione – conclude Vittoria Doretti – Di fronte a certe terribili situazioni, le risposte migliori sono sia umane che sanitarie. C’è ancora tanto lavoro da fare ed è necessario rafforzare ulteriormente la sinergia con gli altri enti e con le istituzioni, soprattutto con i centri antiviolenza. Con loro stiamo lavorando molto e con importanti risultati. Alle donne dico: abbiate forza e speranza, affidatevi ai servizi e ai centri. Non siete sole”.

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