Aeroporto Ampugnano, AUSA presenta un esposto: "ENAC sia controllore che controllato"

L’associazione segnala ad ANAC e al Ministero un presunto conflitto di interessi nell’approvazione dei lavori per la riqualificazione dell’aeroporto

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite
Aeroporto Ampugnano, AUSA presenta un esposto: "ENAC sia controllore che controllato"

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

L’AUSA, Associazione per un uso sociale di Ampugnano, ha presentato una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul procedimento avviato per il rilancio dell’aeroporto di Siena-Ampugnano. L’associazione contesta un presunto conflitto di interessi tra ENAC Servizi, società che gestisce lo scalo e ha indetto la Conferenza dei servizi, ed ENAC, ente controllante chiamato ad approvare gli interventi. Il progetto prevede un nuovo terminal, hangar e piazzali, oltre all’adeguamento della pista di rullaggio e della viabilità.

Di seguito il comunicato integrale dell’AUSA, Associazione per un uso sociale di Ampugnano:

Il procedimento avviato per l’approvazione dei lavori all’aeroporto di Siena-Ampugnano apre un fronte delicato che tocca il cuore della regolazione aeroportuale italiana: la separazione tra chi progetta e chi deve approvare. La società ENAC Servizi S.p.A., interamente partecipata dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), ha indetto la Conferenza dei Servizi per autorizzare una serie di interventi infrastrutturali di natura strettamente aeroportuale. Un ruolo che, per legge, spetterebbe invece all’autorità regolatoria ENAC.

I lavori in questione non sono marginali: comprendono la demolizione dell’attuale aerostazione e la realizzazione di un nuovo terminal/edificio polifunzionale; la realizzazione di nuovi Hangar; la realizzazione di nuovi Apron e parcheggi Hangar; adeguamento normativo Taxiway e la viabilità perimetrale e di accesso. Opere che incidono direttamente sulla sicurezza, sul layout aeroportuale e sulle superfici di limitazione ostacoli, e che richiedono — secondo il Codice della Navigazione e il Regolamento ENAC Costruzioni Aeroportuali — una approvazione tecnica esclusiva da parte di ENAC.

La criticità nasce dal fatto che ENAC Servizi, società operativa di ENAC, convoca la Conferenza dei Servizi e gestisce un procedimento amministrativo che dovrebbe essere valutato e approvato dall’ente che la controlla.

Una sovrapposizione di ruoli che solleva interrogativi sulla terzietà dell’istruttoria. Se ENAC Servizi promuove l’opera e ENAC deve approvarla, il rischio è quello di una autocertificazione istituzionale, in cui l’autorità regolatoria si trova a giudicare lavori della propria società operativa.

La domanda che ci poniamo è: come può la società operativa convocare un procedimento che l’autorità regolatoria (ENAC) dovrà approvare? Come può ENAC valutare, certificare e autorizzare lavori della propria società in house? Dov’è la linea che separa chi progetta da chi deve controllare? Una situazione che contrasta con i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione e con le linee guida ANAC sulle società in house, che impongono una netta separazione tra funzione regolatoria e funzione esecutiva.

ENAC Servizi non è un ente terzo: è una società controllata da ENAC e quando una società controllata promuove un’opera che il controllante deve approvare, la trasparenza si assottiglia, la terzietà si indebolisce, la fiducia pubblica si incrina. È come se un arbitro dovesse giudicare la partita della propria squadra.

Il caso Ampugnano non è solo una questione locale. Riapre un dibattito nazionale sulla governance del sistema aeroportuale e sulla necessità di garantire che le valutazioni tecniche — soprattutto quelle che riguardano piste, hangar e infrastrutture critiche — siano svolte da un’autorità realmente indipendente rispetto al soggetto che progetta o realizza le opere.

La vicenda di Ampugnano potrebbe diventare un caso emblematico: un banco di prova per capire se il sistema aeroportuale italiano è in grado di garantire quella separazione dei ruoli che, in un settore ad alta intensità di sicurezza come l’aviazione, non è solo una questione amministrativa, ma un requisito essenziale di trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.

Per questi motivi la nostra associazione ha presentato una segnalazione ad ANAC (autorità anticorruzione) e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la speranza che qualcuno finalmente intervenga, una volta per tutte, per sanare l’evidente conflitto di interessi fra ENAC ed Enac Servizi.



Articoli correlati