Giuseppe Giambrone (Tuscany Camp): "Dallo sport alla scuola, fino all’impresa. Così costruiamo futuro in Italia e in Africa"

Dal successo del docufilm alle partnership con Nazioni Unite e Ministero degli Esteri: il fondatore di Tuscany Camp racconta un progetto che unisce atletica, integrazione e sviluppo nei Paesi africani.

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Giuseppe Giambrone, fondatore di Tuscany Camp, vive settimane intense: l’opera dedicata al suo progetto ha registrato il tutto esaurito al Santa Maria della Scala e si prepara a sbarcare su Amazon Prime. Ma la notizia è anche un’altra: attorno a quell’esperienza sportiva sta crescendo un modello sociale che coinvolge istituzioni italiane e organismi internazionali, con ricadute concrete tra Toscana, Uganda e altri Paesi africani. Stamani è stato ospite in diretta a ‘Buongiorno Siena‘.

Dal docufilm al tour delle anteprime

“È stato un successo inaspettato: non solo sportivo ma sociale. Il film è stato realizzato molto bene da una produzione italiana e andrà su Amazon Prime nei prossimi mesi. Volevamo mostrarlo in anteprima nei territori dove operiamo: la risposta della gente e delle istituzioni è stata straordinaria.”

Le prossime tappe

Giambrone conferma una serie di uscite selezionate per preservare la prima TV: anteprima a San Rocco a Pilli il 5 dicembre (ore 18, in parrocchia), poi Firenze al Palazzo dei Medici il 14 gennaio e, a seguire, appuntamenti a Roma — anche alla Sapienza — e a Milano.

Sport e impatto sociale: il modello Tuscany Camp

“Con questo docufilm molti scopriranno la nostra realtà non solo sportiva, facile da valutare coi risultati, ma soprattutto sociale: integrazione e aiuto a ragazzi italiani e africani. C’è anche un tassello diplomatico, con il sostegno del Ministero degli Esteri nei progetti in Africa, in particolare in Uganda.”

Scuola e nutrizione: l’asse con le Nazioni Unite

“Sta partendo con le Nazioni Unite un progetto importante sul tema della fame nel mondo. L’idea è integrare la prospettiva sportiva con lo studio: pasti gratuiti del World Food Programme nei villaggi per incentivare la frequenza scolastica, e al tempo stesso offrire ai ragazzi un sogno sportivo. Nei loro paesi gli idoli non sono i calciatori ma i campioni dell’atletica cresciuti al Tuscany Camp: è una leva potente per portarli a scuola.”

Dall’Africa all’Italia, e ritorno

“Chi dimostrerà talento nell’atletica seguirà un percorso per venire in Italia tramite ambasciate e Ministero degli Esteri. Una volta qui, studierà — abbiamo già iniziato con le scuole di Siena — e, con il nuovo progetto Tuscany Farm Academy, li formeremo per diventare piccoli imprenditori. Quando finiranno la carriera e avranno risparmi da investire, saranno in grado di creare impresa nei loro paesi e lavoro per tante famiglie.”

Da buone pratiche a sistema

“Questo circuito virtuoso lo facciamo da anni, con atleti che oggi danno lavoro a molte persone. Ora vogliamo farne un modello di sistema, oltre il Tuscany Camp: con Ministero degli Esteri e Nazioni Unite, per dimostrare che l’Italia funziona e che le sue eccellenze possono aiutare i ragazzi a sviluppare attività nei loro paesi. Daremo competenze concrete: amministrazione d’impresa, gestione sostenibile e biologica delle coltivazioni.”

TEDx e il tema del coraggio

“Sono felice dell’invito al TEDx al Teatro dei Rozzi: racconteremo la nostra realtà. Il tema è il coraggio: più che coraggio, io credo di aver avuto un po’ di pazzia. Ma è grazie al coraggio che i sogni si realizzano.”

Un’idea semplice e radicale chiude il cerchio raccontato da Giambrone: trasformare il talento sportivo in istruzione e impresa, perché — come lui stesso sottolinea — “è con il coraggio che i sogni diventano progetti e i progetti cambiano la vita delle persone”.



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