GSK, i dipendenti licenziati rispondono: ecco la lettera inviata a Radiosienatv

Di Redazione | 12 Luglio 2019 alle 12:10

GSK, i dipendenti licenziati rispondono: ecco la lettera inviata a Radiosienatv

“Non esiste precedente di licenziamento per questa ragione, i piani di performance aziendali sono sempre stati gestiti per altre finalità, mai come strumento di eventuale allontanamento dal sito”

Continua la crisi occupazionale che riguarda GSK. Dopo la denuncia dei sindacati (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/gsk-licenziati-altri-5-dipendenti-romagnoli-filctem-cgil-continua-lemorragia-del-personale/) è arrivata nella giornata di oggi alla nostra redazione, che si è interessata della vicenda, una lettera da parte dei cinque operatori allontanati da GSK, che per il momento preferiscono rimanere anonimi.

Ecco il testo della lettera:

“Grazie in primo luogo a tutti i colleghi chi ci hanno manifestato la loro solidarietà, un grazie enorme alle RSU di tutte le sigle sindacali che si sono subito attivate chiedendo il ritiro da parte dell’azienda di questo licenziamento, anche se con una perfetta operazione di retorica propagandistica non vogliono definirlo tale. Scriviamo questa lettera aperta perché sentiamo il dovere di rigettare categoricamente le accuse che ci vengono mosse. Abbiamo appreso che le nostre performance aziendali sono sotto gli obiettivi prefissati solo il giorno del licenziamento. Negli ultimi due anni alcuni di noi, pur avendolo cercato, non hanno mai avuto occasione di discutere con il manager e relativi delegati sugli obiettivi individuali. Appare strano che quattro persone su cinque lamentino la stessa cosa, pur operando su reparti differenti ma relazionandosi, prima o dopo varie riorganizzazioni aziendali, con lo stesso manager. Appare altrettanto strano che in questi anni nessuno ci abbia mai contestato nulla, diversamente abbiamo sempre rispettato le attività programmate, spesso sopperendo anche ad alcune mancanze organizzative, restando sempre disponibili ed aggiornati nel rispetto della politica aziendale, condividendo gli obiettivi collettivi dei nostri reparti, che dicono siano stati sempre raggiunti.

Resta la profonda amarezza di come l’azienda, che si professa con sonore campagna giornalistiche promotrice della valorizzazione delle risorse umane, asseconda le pulsioni bullesche di un suo manager, in un evidente patto di fedeltà che ha il solo obiettivo di creare un precedente nelle relazioni con i lavoratori e le forze sindacali. Questo perché si è già rotto lo storico rapporto tra l’azienda farmaceutica di Siena e Rosia ed il territorio in cui opera, che dimentica gli incentivi economici ricevuti da regione ed altri enti. Ma nasconde un’evidente scelta industriale che lascia la produzione a Rosia di tre prodotti rispetto a dodici prodotti da Novartis, rinunciando all’esclusività di produzione, avendo già attivato una procedura di trasferimento di questi anche in altri siti. Tutto questo necessita di una riduzione di personale che l’azienda vuole fare apparire come fatto o fallimento individuale di ogni singolo operatore, isolando e marginalizzando quelli che non sono graditi al manager di turno, per ragioni non professionali.

Non esiste precedente di licenziamento per questa ragione, i piani di performance aziendali sono sempre stati gestiti per altre finalità, mai come strumento di eventuale allontanamento dal sito.
Per questa ragione difenderemo la nostra onorabilità in tutte le sedi possibili. Perché questo fatto non sia un precedente per altri licenziamenti.
Firmato gli operatori di asettico allontanati da GSK, che al momento preferiscono restare anonimi”



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