Hotel gestiti coi prestanome da Chianciano Terme alla Riviera romagnola: nei guai 8 persone

Gli otto, di origini calabresi, facevano pressioni sulla concorrenza spacciandosi per appartenenti alla 'Ndrangheta. Si muovevano tra le province di Rimini, Forlì-Cesena e Siena

Gestivano bar e hotel sulla spiaggia nascondendosi dietro prestanome e facevano pressioni sulla concorrenza spacciandosi per appartenenti alla ‘Ndrangheta. Li ha scoperti la Guardia di Finanza di Rimini in collaborazione con quella di Cosenza e Taranto, al termine di un’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 8 persone, tutte di origine calabrese trasferitesi sulla riviera romagnola per lavoro, accusate a vario titolo di estorsione, detenzione e porto illegale di arma da sparo oltre che per intestazione fittizia di beni. Partiti da un hotel a Chianciano Terme, gli indagati si sono poi spostati a Castrocaro Terme, approdando infine in Riviera romagnola.

I militari hanno accertato che gli 8 avevano la gestione, attraverso prestanomi, di cinque hotel, un chiringuito e una società operante nel settore degli allestimenti fieristici a Rimini, Forlì-Cesena e Siena. La procura ha anche disposto il sequestro delle quote sociali e dei beni aziendali di sei società e una ventina di perquisizioni domiciliari.