Il Consiglio comunale di Siena ha approvato, nella seduta di oggi, giovedì 30 aprile, la delibera relativa all’istituzione della Consulta del terzo settore del capoluogo della provincia di Siena. La proposta di delibera, illustrata dall’assessore a volontariato terzo settore del Comune di Siena, Micaela Papi, è stata approvata all’unanimità da parte dei ventisei consiglieri presenti.
Oltre all’istituzione della Consulta, il Consiglio comunale ha anche approvato il relativo regolamento, che disciplina la composizione, il funzionamento e le competenze dello strumento rappresentativo dell’intero sistema del terzo settore. Come si legge nel documento, “la Consulta è composta da tutti gli enti descritti all’articolo 4 comma 1 del decreto legislativo del 3 luglio 2017 numero117, Codice del Terzo Settore iscritti al Registro Unico del Terzo Settore, aventi sede legale o operativa certa nella provincia di Siena: ogni ente avente sede legale nella provincia di Siena iscritto nel Runts, entra automaticamente a far parte di diritto della Consulta; gli enti aventi la sola sede operativa nel territorio della provincia di Siena, ai fini della partecipazione alla Consulta, sono tenuti a presentare apposita istanza di partecipazione, attestante l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore dell’ente di appartenenza, nonché lo svolgimento di attività documentata e continuativa nel territorio senese da almeno ventiquattro mesi. Gli enti che fanno parte della Consulta hanno diritto a: partecipare alle attività promosse dalla Consulta; partecipare, mediante i propri rappresentanti, ad ogni seduta dell’assemblea, con diritto di voto; accedere alle cariche elettive”. “Gli scopi e i compiti della Consulta – si legge – sono individuabili nei seguenti: esprimere parere su richiesta degli enti locali del territorio provinciale sulle materie inerenti il governo del territorio; sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni alle tematiche della solidarietà e del volontariato, anche attraverso l’organizzazione di eventi; coordinare e rappresentare, nel rispetto delle singole autonomie associative, tutte le problematiche che ogni singolo ente del Terzo settore o gruppi di enti del Terzo settore, in ottemperanza alle proprie finalità statutarie, vorranno avanzare agli enti locali; formulare proposte e promuovere iniziative sulle tematiche proprie del Terzo settore alle istituzioni locali e regionali; indicare i nominativi delle rappresentanze del Terzo settore dove previsto dalle normative e dalle istituzioni pubbliche e private; incentivare momenti di promozione e conoscenza della Consulta stessa nei confronti di tutti gli enti provinciali. Sono organi della Consulta: l’assemblea degli enti Terzo settore; il comitato esecutivo; il presidente; due vicepresidenti dei quali uno vicario. La durata delle cariche del Comitato esecutivo è triennale senza limite di rieleggibilità. Tutte le cariche sociali non sono remunerate”.
“L’assemblea – specifica il regolamento – è il massimo organo decisionale di indirizzo, di impulso e di programmazione generale della Consulta ed è presieduta dal presidente”. “All’interno dell’Assemblea – si legge ancora nel documento – sono costituiti i seguenti settori di attività per promuovere approfondimenti ed iniziative su temi specifici: interventi e prestazioni socio-sanitarie; tutela e promozione dei diritti; tutela e valorizzazione ambientale; tutela e promozione del territorio e promozione del turismo, culturale o religioso; protezione civile”.
“Si tratta di un passaggio rilevante – ha detto l’assessore Papi –, che consolida il confronto istituzionale e favorisce il coinvolgimento attivo di tutte le realtà del terzo settore presenti sul nostro territorio. Nel mese di marzo abbiamo illustrato insieme al presidente della Consulta del Volontariato, Mattia Bongini, il nuovo organismo che prende il posto della precedente Consulta del Volontariato. Si è trattato di un adeguamento necessario alle disposizioni normative nazionali e regionali, che segna un cambiamento significativo: la Consulta non rappresenta più soltanto il volontariato, ma l’intero sistema del terzo settore. Questo rinnovamento permette al Comune di dotarsi di uno strumento consultivo aggiornato, in linea con l’attuale configurazione del terzo settore. L’intento è quello di creare un luogo stabile di dialogo e partecipazione, in grado di valorizzare il ruolo degli enti e promuovere progettualità condivise a beneficio della comunità cittadina e dell’intero territorio provinciale. Il regolamento approvato avrà anche l’obiettivo di coordinare e rappresentare, nel rispetto delle autonomie delle singole associazioni, le esigenze e le criticità degli enti del terzo settore”.