Il caso Whirlpool arriva in Consiglio Comunale. De Mossi: “Se non rispettano i patti l’Europa dovrebbe sanzionarli”

Solidarietà da parte di tutto il Consiglio. Presenti anche alcuni lavoratori

Il caso Whirlpool arriva in consiglio comunale. Con una mozione i consiglieri PD e In Campo hanno posto l’attenzione sulla questione della multinazionale.

“Questa multinazionale non ha rispettato gli accordi presi con il governo – afferma il sindaco Luigi De Mossi-  e quando non si rispettano gli accordi l’Europa deve chiedere indietro tutto quello che è stato dato. Apprezzo che sia stata fatto sì che il governo tenga un rappresentante del territorio al tavolo. Non esiste maggioranza o minoranza, questo è un dovere da parte dell’amministrazione comunale”.

Presenti questa mattina ad assistere al consiglio comunale anche alcuni operai dello stabilimanto senese della Whirlpool, per scuotere la politica a trattare l’argomento.

“Al momento Siena è tranquilla, ma solo relatviamente perché ormai sono quasi dieci anni che andiamo avanti solo col contratto di solidarietà, e al momento non ci sono altre soluzioni – spiega David Poggialini, operaio Whirlpool presente questa mattina al consiglio comunale –  La paura è stata che la multinazionale stracciasse il contratto fatto col governo nell’Ottobre scorso, abbiamo avuto paura che una volta chiuso lo stabilimento di Napoli si girassero verso di noi: siamo due siti molto simili come livello occupazionale, e produciamo un prodotto che non porta un grosso introito all’azienda, come congelatori orizzontali e macchina per il ghiaccio”

Le dichiarazioni del ministro Patuanelli di qualche giorno fa sullo stabilimento di Napoli hanno fatto tirare un sospiro di sollievo ai lavoratori, dal momento che la multinazionale ha ritirato la procedura di cessione del sito, ma la questione sembra ancora lontana da una soluzione.

“Sono contento per i miei colleghi di Napoli – continua Poggialini – però dobbiamo capire cosa voglia dire “Troviamo una soluzione insieme”, visto che a Ottobre dello scorso anno un accordo era stato firmato ma non è stato poi rispettato”.

“Ci aspettiamo che la politica faccia sentire un po’ la voce – conclude – Di visite ne sono state fatte molte volte, anche durante i presidi davanti all’azienda, vorremmo che venissimo messi al centro dell’attenzione, visto che è l’ultima, se non l’unica, azienda di elettrodomestici rimasta nel Comune di Siena: in caso di chiusura quasi 400 persone rimarrebbero senza lavoro”