Chi è passato da Piazza del Campo alle prime luci di stamani ha sentito quel brivido inconfondibile che segna l’inizio della stagione più attesa. All’alba sono entrati in funzione i mezzi comunali per la stesura del tufo, che trasforma la “conchiglia” nella pista più famosa e affascinante del mondo.
Per chi non è nato all’ombra della Torre del Mangia, potrebbe sembrare una semplice operazione logistica. Per ogni senese, invece, questo momento ha un significato profondo, quasi sacro. La stesura del tufo è il confine invisibile che separa l’attesa dalla realtà: è il segno tangibile che la “Festa” è finalmente arrivata. C’è l’adrenalina che comincia a salire e la mente che corre già ai quattro giorni di luglio.
Ora che la pista comincia a delinearsi, per i senesi scatta un altro riflesso incondizionato: quello di andare a “pestarlo”, quel tufo. Ci si cammina sopra un po’ per scaramanzia, un po’ per il gusto puro di sentirlo sotto le scarpe. È un gesto semplice ma carico di significato, che racchiude in sé la gioia infantile e la consapevolezza profonda che quei giorni fantastici, unici e travolgenti del Palio stanno davvero per tornare.
