Ci sono luoghi che, per un senese, non sono semplicemente stanze istituzionali, sono spazi della memoria, della storia collettiva, dell’identità più profonda della città. La Sala del Capitano di Palazzo Pubblico, aula del Consiglio comunale di Siena, è uno di questi. Entrarci da spettatrice è un conto, sedersi sugli scranni della Giunta, con il peso delle deleghe e della responsabilità pubblica sulle spalle, è tutta un’altra storia.
Per Fiamma Cardini, nuovo assessore del Comune di Siena, il primo Consiglio comunale ha avuto il sapore di un passaggio quasi simbolico: da cittadina impegnata e donna delle istituzioni a figura chiamata oggi a governare pezzi centrali della vita cittadina.
L’emozione, nelle sue parole, è ancora viva: “È molto, molto emozionante. Io sono entrata in quella stanza in altri momenti della vita e oggi però mi ha fatto effetto: è una grandissima emozione stare seduta in un luogo e in un posto che non avrei mai creduto di poter occupare. Stamattina ero emozionatissima”.
C’è quasi stupore in questa confessione, ma anche il senso pieno della responsabilità. Perché l’ingresso in Giunta non è solo un’investitura formale: significa prendere in mano dossier delicati come sicurezza, mobilità, trasporti e protezione civile, temi che incidono quotidianamente sulla qualità della vita dei senesi.
Cardini, però, non ha aspettato il primo Consiglio per mettersi al lavoro: “Ho già cominciato a lavorare in questi ultimi dieci giorni. Il tema della sicurezza è molto importante, quindi su quello sto cercando di concentrarmi, e sulla mobilità”.
Il cambio di prospettiva è forse l’aspetto che più l’ha colpita: Siena è sempre stata la sua città, vissuta da residente, professionista, contradaiola, ma amministrarla significa guardarla da un altro punto di vista: “Pur essendo una cittadina senese e avendo sempre abitato Siena, mi rendo conto che ci sono cose diverse da vedere, da affrontare e da capire”.
È il passaggio dal vissuto personale alla visione pubblica, dal sentire la città al doverla leggere nei suoi equilibri, nelle sue criticità, nei suoi meccanismi spesso invisibili. E questo avviene in un momento tutt’altro che ordinario, Siena infatti si avvicina al Palio, il tempo in cui la città accelera e si trasforma, in cui ciò che dall’esterno appare rituale e automatico rivela invece una complessità enorme.
“Ci avviciniamo al Palio, quindi tutti quei meccanismi che fanno da sempre parte del Palio, che sembrano automatismi ma non lo sono in realtà. Anche lì sto piano piano affrontando tutto quello che mi si sta ponendo davanti”.
Ed è qui che il percorso personale di Cardini torna centrale, perché il suo bagaglio non è solo professionale o giuridico. è anche profondamente senese. Da ex Priore della Contrada dell’Aquila, ha vissuto dall’interno dinamiche che oggi diventano una risorsa preziosa nel nuovo incarico.
“Mi sono resa conto che quell’esperienza conta, perché comunque anche in quell’esperienza si vive e si vedono certi aspetti che da contradaiolo, da cittadino, non si vedono. Certi meccanismi già io li conosco, già li ho vissuti, in qualche modo è più facile: a qualche riunione, in altro ruolo, ho già partecipato e quindi mi muovo un pochino meglio”.
In fondo, è forse proprio questo il tratto che emerge con più forza nel debutto di Fiamma Cardini: la consapevolezza di entrare in un ruolo nuovo senza recidere il legame con la propria storia. La professionista, l’avvocata, l’ex priore, la cittadina senese: tutte queste identità oggi si fondono in una sola figura istituzionale.
