Il Siena e la ricerca di nuova identità

L’approccio psicologico spiegato da una professionista. Domani si riprende l’allenamento a porte chiuse. Intanto, la serie A riapre al pubblico

“L’attesa”, film del 2015 diretto da Piero Messina, almeno nel titolo, sintetizza al meglio il momento che stanno vivendo i tifosi bianconeri.

Sotto la cura di mister Gilardino, si sta plasmando la nuova squadra che si fonda su punti fermi annunciati: Davide Narduzzo a difendere i pali, Agnello e Sare nella zona nevralgica del campo e Guidone con Forte ad offendere. Questa mattina è arrivato anche l’atteso comunicato relativo a Bani. In attesa di altre ufficializzazioni, la squadra lavora all’Acquacalda a porte chiuse mentre, da bordo del campo, si sente la voce del mister che chiede, più di tutto, una cosa: semplicità  nello sviluppo del gioco.

Tra calci ad un pallone e lezioni tattiche, il gruppo cerca una propria identità: sarà fondamentale ottenerla presto. Su questa “ricerca” abbiamo chiesto un parere alla dottoressa Elena Lorenzini psicologa e psicoterapeuta: “sarà fondamentale fare squadra e gruppo e quindi lavorare sugli elementi cardine che permettono di creare un buon clima di lavoro”.

Il tempo è limitato. L’esordio casalingo, contro l’Ostia Mare, impone un ritmo serrato e la definizione di punti fermi. La professionista non ha dubbi: “importanti saranno le motivazioni intrinseche e personali dei giocatori che devono identificare le gratificazioni attese utili per sopportare le fatiche fisiche”. Ed ecco il punto focale: “occorre ricreare una nuova identità (chi siamo, come giochiamo quali sono i nostri punti di forza e debolezza). Il rischio, per il singolo, può essere rappresentato dal non saper gestire la pressione,  le aspettative o sottovalutare l’avversario perché il Siena ha, a differenza delle avversarie, un passato blasonato”.

Passo dopo passo. La squadra dovrà crescere “senza mai perdere l’aspetto del divertimento e della passione che accomuna tutte le squadre emergenti che vogliono dimostrare chi sono e quanto valgono”.

Tutto chiaro. Il momento della verità sta arrivando. Intanto, oggi la serie A riapre al pubblico. Un primo segnale di normalità: ci voleva.

foto gentilmente concessa da Giovanna Romano

 

Giornalista pubblicista da oltre 15 anni, si occupa di comunicazione nel pubblico impiego. Ha lavorato in Italia e all'estero. Si dice onorato di risiedere a Siena, città che vede crescere i suoi figli. Parla e scrive di sport ed attualità: nel suo passato radio e carta stampata. Nel presente il web.