Intelligenza artificiale e Scienze della vita, si rafforza la sinergia tra Biotecnopolo di Siena e Istituto Italiano di Tecnologia

Gianluca Polifrone: "Il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni rappresenta una condizione essenziale per affrontare le sfide scientifiche del futuro"

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Le grandi sfide della ricerca contemporanea richiedono competenze sempre più interdisciplinari e una crescente capacità di collaborazione tra istituzioni scientifiche. È da questa consapevolezza che si rafforza la sinergia tra la Fondazione Biotecnopolo di Siena e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), due realtà impegnate nello sviluppo di nuove conoscenze e tecnologie nel campo delle scienze della vita, dell’intelligenza artificiale e della preparedness sanitaria.

L’evoluzione delle biotecnologie, la crescente disponibilità di dati biologici e sanitari e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale stanno trasformando il mondo della ricerca. In questo scenario, la capacità di mettere in connessione competenze scientifiche diverse rappresenta un fattore sempre più strategico. Il Biotecnopolo di Siena e l’Istituto Italiano di Tecnologia stanno sviluppando un dialogo scientifico sempre più stretto, fondato sulla complementarità delle rispettive competenze.
Da una parte l’esperienza del Biotecnopolo nell’ambito delle scienze della vita, dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca biomedica e della preparedness sanitaria. Dall’altra il patrimonio di conoscenze sviluppato dall’IIT nelle tecnologie avanzate, nella simulazione computazionale e nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale alla ricerca.

“Per portare avanti la ricerca è necessario il collegamento e la collaborazione tra istituzioni diverse. L’Istituto Italiano di Tecnologia lavora su queste tematiche con circa 400 ricercatori, 32 unità di ricerca, 4 facilities e collaborazioni internazionali che coinvolgono 37 Paesi. In questo contesto la Fondazione Biotecnopolo di Siena rappresenta un centro di eccellenza con cui è naturale sviluppare sinergie e progettualità comuni”, ha dichiarato Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Secondo Metta, l’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente gli strumenti a disposizione degli scienziati. “L’intelligenza artificiale consente di affiancare al tradizionale approccio basato sul trial and error un modello che possiamo definire map and compass. Grazie all’integrazione tra dati, modelli e conoscenze scientifiche già disponibili, possiamo costruire strumenti predittivi sempre più accurati e accelerare la produzione di nuova conoscenza”.

Tra gli ambiti di maggiore interesse figurano le applicazioni dell’intelligenza artificiale alla ricerca biomedica, lo sviluppo di modelli computazionali avanzati, le neuroscienze, le tecnologie dell’RNA e la capacità di progettare in modo sempre più rapido e preciso nuovi anticorpi e vaccini.

Per il Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Rino Rappuoli, la convergenza tra biologia, dati e intelligenza artificiale rappresenta una delle evoluzioni più significative della ricerca degli ultimi decenni. “L’intelligenza artificiale non rappresenta una prospettiva lontana. È già uno strumento concreto della ricerca biomedica. Oggi siamo in grado di analizzare quantità di dati impensabili fino a pochi anni fa e di utilizzarli per comprendere meglio i meccanismi biologici che stanno alla base delle malattie infettive e delle risposte immunitarie”.

Rappuoli ha inoltre sottolineato come queste tecnologie stiano contribuendo all’evoluzione della vaccinologia moderna. “La Reverse Vaccinology ha aperto una nuova fase nello sviluppo dei vaccini. Oggi stiamo entrando in una stagione ancora più avanzata, che possiamo definire Reverse Vaccinology 3.0, nella quale genomica, immunologia, big data e intelligenza artificiale lavorano insieme. La capacità di integrare queste competenze sarà determinante per sviluppare più rapidamente nuove contromisure contro le minacce biologiche emergenti”.

Per il Direttore Generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Gianluca Polifrone, il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni rappresenta una condizione essenziale per affrontare le sfide scientifiche del futuro. “Nessuna istituzione può affrontare da sola la crescente complessità della ricerca contemporanea. Per questo il Biotecnopolo investe nella costruzione di reti e collaborazioni con alcuni dei principali attori della ricerca nazionale ed europea. La sinergia con l’Istituto Italiano di Tecnologia rappresenta un esempio concreto di come competenze diverse possano convergere verso obiettivi comuni”. Polifrone ha inoltre evidenziato come il valore della collaborazione risieda nella capacità di creare connessioni tra discipline tradizionalmente separate. “Le grandi innovazioni nascono sempre più spesso dall’incontro tra mondi diversi. Biotecnologie, intelligenza artificiale, scienza dei dati, modellistica computazionale e ricerca biomedica sono chiamate a dialogare in modo sempre più stretto. Rafforzare queste connessioni significa contribuire a costruire una ricerca più forte, più competitiva e più capace di rispondere alle esigenze della società”.

La crescente collaborazione tra Biotecnopolo di Siena e Istituto Italiano di Tecnologia si inserisce in una visione condivisa che vede nella cooperazione scientifica uno degli strumenti più efficaci per sostenere l’innovazione, valorizzare le eccellenze della ricerca Made in Italy e contribuire allo sviluppo di nuove soluzioni per la salute e il benessere delle persone.



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