Intellligenza artificiale e ricerca, al Biotecnopolo di Siena il confronto sul futuro delle scienze della vita

Nel corso dell’incontro il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha sottolineato il valore delle infrastrutture condivise e della cooperazione internazionale come strumenti indispensabili

Di Redazione | 15 Giugno 2026 alle 16:00

Intellligenza artificiale e ricerca, al Biotecnopolo di Siena il confronto sul futuro delle scienze della vita

Il futuro della ricerca scientifica passa dalla capacità di integrare intelligenza artificiale, dati e cooperazione internazionale. È questo il messaggio emerso dal seminario “Intelligenza artificiale e futuro della ricerca”, promosso dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena. L’iniziativa ha riunito alcune delle principali personalità del panorama scientifico nazionale per una riflessione sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra ricerca, innovazione tecnologica e salute pubblica. Nel corso dell’incontro il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha sottolineato il valore delle infrastrutture condivise e della cooperazione internazionale come strumenti indispensabili per affrontare le grandi sfide scientifiche del nostro tempo. “L’Europa ha appena adottato lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari. La direzione è quella giusta: standardizzare i formati, rendere i sistemi interoperabili e costruire una sovranità europea sui dati che oggi, troppo spesso, finiscono altrove. I dettagli saranno decisivi, ma la strada è tracciata”. Parisi ha quindi indicato la Fondazione Biotecnopolo di Siena come esempio concreto di collaborazione scientifica europea. “Lo dico in un luogo che già lo dimostra. La Fondazione Biotecnopolo di Siena coordina l’European Vaccine Hub, una rete che mette insieme diversi Paesi per essere pronti alla prossima pandemia. Credo che ci serva la stessa idea applicata ai dati: un’infrastruttura pubblica europea dei dati biomedici, costruita con la stessa ambizione con cui mezzo secolo fa i fisici costruirono il CERN. Il Biotecnopolo di Siena rappresenta un modello europeo che può essere replicato anche nel campo dell’intelligenza artificiale”.

Il Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Rino Rappuoli, ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia già trasformando concretamente la ricerca biomedica e lo sviluppo di nuove strategie vaccinali. “L’intelligenza artificiale non rappresenta una prospettiva futura, ma uno strumento che è già entrato nel lavoro quotidiano della ricerca. Oggi utilizziamo tecnologie avanzate per analizzare grandi quantità di dati biologici, identificare nuovi bersagli vaccinali e accelerare processi che fino a pochi anni fa richiedevano tempi molto più lunghi. Al Biotecnopolo stiamo già lavorando per integrare queste capacità nelle nostre attività di ricerca e nei programmi internazionali ai quali partecipiamo”. Rappuoli ha inoltre richiamato il percorso di innovazione che ha portato la vaccinologia verso una nuova fase di sviluppo. “La Reverse Vaccinology ha aperto una nuova stagione nella ricerca sui vaccini. Oggi stiamo entrando in una fase ancora più avanzata, che definiamo Reverse Vaccinology 3.0, nella quale genomica, immunologia, big data e intelligenza artificiale convergono per migliorare la nostra capacità di comprendere le risposte immunitarie e progettare vaccini più efficaci. Questa evoluzione non è teorica. È già in corso e rappresenta uno dei campi sui quali il Biotecnopolo sta concentrando attenzione, competenze e collaborazioni scientifiche”.

Per il Direttore Generale della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Gianluca Polifrone, il seminario ha rappresentato l’occasione per fare il punto sul ruolo che la Fondazione sta già svolgendo nel panorama europeo della preparedness e della ricerca avanzata. “Stiamo investendo nella costruzione di competenze, infrastrutture e collaborazioni internazionali che consentano all’Italia di svolgere un ruolo attivo nel futuro della ricerca biomedica. Il coordinamento dell’European Vaccine Hub rappresenta un esempio concreto di questo approccio: una rete europea che oggi lavora per rafforzare la capacità di preparazione e risposta alle future emergenze sanitarie”. Polifrone ha inoltre sottolineato come la Fondazione sia già impegnata nello sviluppo di progetti e reti di collaborazione che integrano ricerca, dati e innovazione tecnologica. “Il nostro obiettivo è fare del Biotecnopolo una piattaforma operativa al servizio della ricerca e della preparedness sanitaria. Siamo concentrati nel costante rafforzamento delle nostre relazioni scientifiche internazionali. È prioritario sviluppare nuove competenze e contribuire a iniziative strategiche europee che mettono in connessione dati, ricerca avanzata e capacità di risposta alle minacce biologiche. La preparazione alle crisi del futuro richiede visione, ma soprattutto richiede lavoro concreto, investimenti e cooperazione. È esattamente il percorso che stiamo portando avanti”.

Al seminario hanno partecipato anche Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che ha approfondito le prospettive dell’intelligenza artificiale e della robotica per la ricerca scientifica, e Giuseppe Maccari, Responsabile dell’Area Intelligenza Artificiale della Fondazione Biotecnopolo di Siena, che ha illustrato le attività e le applicazioni sviluppate dalla Fondazione in questo settore strategico. L’incontro si inserisce nel ciclo “Biotecnologie Made in Italy”, promosso dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena per valorizzare il contributo della ricerca scientifica, delle biotecnologie e delle scienze della vita allo sviluppo economico, tecnologico e sociale del Paese, favorendo il dialogo tra ricerca, innovazione e società. Nel corso del confronto è emersa con forza una convinzione condivisa: l’intelligenza artificiale, la valorizzazione dei dati e la costruzione di reti scientifiche internazionali rappresentano oggi elementi centrali per rafforzare la competitività della ricerca europea e migliorare la capacità di risposta alle sfide sanitarie del futuro.



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