All’Istituto Giovanni Caselli di Siena la scuola inclusiva passa anche attraverso la Lingua dei Segni Italiana. Un’esperienza concreta, inserita nel percorso dell’indirizzo Operatore del Benessere – Acconciatura, che ha visto protagonisti studenti e studentesse alle prese con un nuovo modo di comunicare: più diretto, visivo e soprattutto accessibile.
Una mattina di formazione con una docente LIS, sorda e madrelingua, ha rappresentato molto più di una semplice lezione. È stato un momento di confronto reale con il tema della disabilità comunicativa, trasformato in opportunità educativa e professionale. L’obiettivo è chiaro: costruire un “ponte” tra mondi che spesso restano distanti, formando operatori capaci di accogliere ogni cliente con competenza e consapevolezza.
“Non era la mia prima esperienza di insegnamento – spiega Sara Scornavacche, docente di Lingua dei Segni Italiana e vicepresidente della sezione provinciale ENS Pisa – ma è stata la prima all’interno di un corso di acconciatura. È stato molto interessante, anche perché abbiamo lavorato insieme agli studenti per trovare strategie utili a comunicare con clienti sordi o con disabilità comunicative. Non è stato semplice, ma è stato educativo e molto collaborativo”.
Un percorso che ha lasciato il segno anche sul piano umano. “Consiglio a tutti di imparare la LIS – aggiunge la docente – non serve conoscerla perfettamente: bastano le basi. Un giorno ci accorgeremo che non è un’opzione, ma qualcosa in più che contribuisce alla costruzione della nostra identità”.
Il progetto, attivo da tre anni, ha trovato proprio in quest’ultima edizione una piena maturazione. A sottolinearlo è la referente del progetto dell’istituto, la professoressa Silvia Nocciolini: “Quest’anno è andato ancora meglio, soprattutto grazie alla presenza in classe di una docente madrelingua LIS. È stato un valore aggiunto fondamentale: gli studenti hanno potuto comunicare direttamente, aprirsi alla lingua e alla cultura della sordità”.
Un’esperienza che guarda anche al futuro professionale degli studenti. “Parliamo di ragazzi che domani lavoreranno nei saloni – prosegue Nocciolini – e che potranno trovarsi di fronte clienti sordi. Sapere come approcciarsi, senza improvvisare, ma con competenza e sensibilità, è un elemento distintivo. Questo progetto sviluppa non solo abilità tecniche, ma anche una forte educazione civica e relazionale”.
Non solo inclusione, dunque, ma anche innovazione didattica. Integrare la LIS in un percorso professionalizzante come quello del benessere significa ampliare gli orizzonti della formazione, rendendola più aderente alla realtà sociale contemporanea.
“Vogliamo formare sì dei parrucchieri – conclude Nocciolini – ma soprattutto persone capaci di stare con l’altro. L’inclusività è fondamentale e questo è solo l’inizio: puntiamo ad ampliare il progetto, coinvolgere altre classi e rafforzare sempre di più le competenze dei nostri studenti“.
In un contesto scolastico che evolve, la Lingua dei Segni si conferma così non solo uno strumento comunicativo, ma una vera e propria chiave di accesso a una società più equa, dove la diversità non è un limite, ma una risorsa.