Grande partecipazione e posti esauriti in poche settimane per il secondo appuntamento del ciclo “La Tebaide ritrovata”, andato in scena oggi, sabato 18 aprile, al Santa Maria della Scala. Un interesse tale che ha già aperto le prenotazioni per la prossima visita guidata, in programma il 6 giugno, confermando il forte richiamo di uno dei complessi pittorici più affascinanti del Trecento senese.
Protagonista è la Tebaide, il celebre ciclo di affreschi attribuito a Lippo Vanni, recentemente restituito alla piena leggibilità grazie a un importante intervento di restauro. Un’opera capace di unire valore artistico, spirituale e simbolico, che continua a parlare anche al pubblico contemporaneo.
A guidare i visitatori, tra storia e significati, è stata anche la storica dell’arte Laura Martini, che ha sottolineato l’eccezionalità dell’opera: “È un capolavoro della pittura del Trecento senese, realizzato prima della peste del 1348, da un pittore straordinario come Lippo Vanni, allievo di Ambrogio Lorenzetti. Ma ciò che la rende unica è soprattutto il soggetto, molto raro”.
Martini ha poi evidenziato il valore simbolico del ciclo: “Rappresenta scene di vita di anacoreti e monaci nella Tebaide, il deserto vicino a Tebe in Egitto, dove i primi cristiani scelsero una vita di preghiera e isolamento. Sono immagini allegoriche, pensate per accompagnare i confratelli in un percorso spirituale, invitandoli a distaccarsi dalla mondanità e a vivere una dimensione più semplice e interiore”.

Un patrimonio che non è solo testimonianza artistica, ma anche esperienza immersiva, capace di coinvolgere e interrogare chi guarda.
Soddisfazione anche da parte della direttrice del complesso museale, Chiara Valdambrini, che ha sottolineato il successo dell’iniziativa e la strategia culturale del Santa Maria della Scala: “Abbiamo voluto rendere questi appuntamenti ordinari e non più straordinari, perché il pubblico ci dà sempre grande riscontro, soprattutto per le visite che raccontano la storia dell’ospedale e i suoi contenuti da scoprire”.
Un’offerta culturale ampia e dinamica, come ha spiegato la direttrice:
“Cerchiamo di creare un palinsesto che attragga persone e le faccia innamorare. Questa mattina la Tebaide, nel pomeriggio altri percorsi: vogliamo offrire esperienze diverse ma complementari”.
E il pubblico risponde, arrivando anche da fuori provincia: “Riceviamo telefonate anche da altre città, come le vicine Grosseto e Arezzo: ci chiedono se c’è ancora posto. È un interesse trasversale, che coinvolge tutte le età, ed è questo il vero punto di forza”.
Il ciclo “La Tebaide ritrovata” prosegue dunque con numeri importanti e una partecipazione crescente, confermando la vocazione del Santa Maria della Scala: non solo conservare il patrimonio, ma renderlo vivo, accessibile e capace di generare conoscenza e meraviglia.
