Da oggi è sciopero. A cinque giorni dal subentro nella gestione dell’appalto di smistamento e consegna pacchi della filiale GLS di Siena, i lavoratori del sito di Strada dei Laghi, nel comune di Monteriggioni, non sanno ancora chi sarà il loro datore di lavoro, se il rapporto proseguirà, con quale contratto e con quale anzianità. FIT-CISL proclama lo sciopero ad oltranza da martedì 27 ottobre.
Cinque giorni, zero risposte. Il 6 ottobre la nostra organizzazione aveva proclamato lo stato di agitazione e posto quattro domande precise: chi erogherà le spettanze maturate e il TFR; quali regole garantiranno la continuità occupazionale; se saranno applicati gli accordi di secondo livello; perché il committente non proceda all’assunzione diretta. Il 12 ottobre le parti datoriali avevano assicurato che sarebbero arrivate risposte e certezze sull’azienda subentrante. A oggi alla FIT-CISL non è stato comunicato nulla: nessuna lettera, nessun documento, nessun chiarimento.
Un appalto che cambia ogni due anni. È il ciclo che secondo il sindacato ha prodotto una condizione di instabilità contrattuale permanente: lavoratori che operano sullo stesso sito da anni vengono rimbalzati da un’azienda all’altra senza garanzie sulla continuità del rapporto, sull’anzianità maturata, sui livelli retributivi e normativi acquisiti. L’instabilità occupazionale è ormai la norma. Noi diciamo che non è accettabile.
Quello che la FIT-CISL ha costruito in questi anni. In un ambiente sindacalizzato da tempo, la presenza della FIT-CISL ha prodotto risultati concreti e verificabili: il passaggio da contratti part-time a contratti full time e il raddoppio dell’indennità di trasferta, prima non percepita o riconosciuta in misura insufficiente. Sono conquiste che parlano di un comparto portato a livelli retributivi accettabili dopo anni in cui le logiche di mercato scaricavano i costi interamente sui lavoratori. Oggi quelle conquiste rischiano di essere azzerate da un cambio di appalto deciso altrove, mentre chi strizza l’occhio all’azienda dietro una bandiera svende il lavoro di decine di persone che a casa hanno famiglie da sfamare.
«Siamo a cinque giorni dal subentro e i lavoratori non sanno chi sarà il loro datore di lavoro, se il rapporto proseguirà, con quale contratto e con quale anzianità, dopo anni di lotta per poter riportare a livelli retributivi accettabili un comparto già vessato. Non è una questione di garanzie formali: è la vita di decine di famiglie che ogni due anni vengono rimbalzate da un’azienda all’altra senza sapere cosa accadrà il lunedì successivo. L’instabilità occupazionale è ormai la norma, e noi diciamo che non è accettabile» sottolinea Carlo Pane, Segretario della FIT-CISL di Siena.
Accanto alle richieste contrattuali, la FIT-CISL torna a chiedere la messa in sicurezza del sito con l’installazione di una tensostruttura all’esterno del magazzino, perché con l’avvicinarsi della stagione invernale tutto il personale — e non solo una parte — possa effettuare al riparo dalle intemperie le operazioni di carico e scarico dei mezzi. Proclamato nel rispetto delle norme vigenti, lo sciopero parte martedì 27 ottobre e proseguirà ad oltranza fino al riconoscimento di un equilibrio occupazionale e contrattuale oggi mancante. «Chiediamo un incontro immediato con il committente e con l’azienda subentrante. Ma soprattutto chiediamo che ai lavoratori venga detto, ora e per iscritto, cosa sarà del loro lavoro dal 1° novembre» conclude Pane.