Montomoli a Siena Tv: “Ricerca tramite screening anticorpi per dimostrare che gran parte dei toscani ha avuto infezione asintomatica”

Il docente ed esperto senese è sicuro che il Covid-19 sia stato contratto da molte più persone di quelle di cui sia ha la certezza. "Senza il vaccino, affinchè il virus circoli senza picchi, ma con epidemie gestibili, serve che 40 milioni di persone diventino immuni"

Ospite di Di Sabato, l’esperto, docente universitario e imprenditore di VisMederi Emanuele Montomoli ha fatto il punto sull’emergenza sanitaria Coronavirus, fornendo interessanti tesi in merito e annunciando anche una importante ricerca.

“Il virus passerà, ci domandiamo in quali tempi – ha affermato – La strategia italiana delle restrizioni allungherà il periodo di circolo ma metterà il sistema sanitario in condizione di organizzarsi efficacemente. Non mi aspetto misure più stringenti da parte del Governo: in Italia ci sono 55 milioni di persone, per raggiungere una copertura auspicabile affinchè il virus circoli senza picchi, ma con epidemie gestibili, serve che 40 milioni di persone diventino immuni. O attraverso il vaccino, che ancora non è pronto, oppure attraverso il contagio. Ci vorrebbe una copertura di massa, possibile solo attraverso appunto il contagio. Faccio l’esempio di Lodi e Codogno: l’abbassamento recente dei casi, secondo me – osserva – è avvenuto non tanto per l’efficacia delle restrizioni governative, ma perchè l’80% delle persone ha contratto il virus. Che a mio parere ha colpito molti più soggetti di quelli di cui abbiamo notizia”.

A proposito di ciò, Montomoli ha annunciato che è al lavoro con la Regione Toscana per una ricerca, tramite l’analisi e lo screening degli anticorpi, atta a dimostrare come la circolazione del virus in Toscana in realtà sia stata molto più ampia: per Montomoli la maggior parte dei Toscani ha avuto l’infezione asintomatica, che è stata poi superata. Per questo nella nostra Regione non si sarebbero verificati picchi significativi.

“La sanità toscana lavora bene, sono previste anche nuove assunzioni di personale, viene fatto il massimo” è il plauso di Montomoli al sistema sanitario locale. L’esperto riepiloga quali sono i sintomi che accendono la lampadina su una possibile infezione: “I sintomi sono simili a quelli influenzali, con un’incubazione sui 14 giorni – evidenzia -gran parte dei casi si manifestano tra il quinto il decimo giorno. Si possono venire a creare problemi respiratori, ma percentualmente sono poche le polmoniti gravi. Il coronavirus si attacca agli alveoli, l’influenza invece attacca i bronchi, ed è quindi più gestibile”.

Il possibile iter del virus da qui ai prossimi mesi: “Il picco nei prossimi giorni – spiega Montomoli – è probabile perchè potrebbero manifestarsi i sintomi di chi ha contratto il virus nei giorni precedenti alle misure restrittive, visto che l’incubazione è fino a 14 giorni. Dopo si dovrebbe manifestare una flessione, ma senza una immunità di gregge, dopo cosa facciamo? Riaprire tutto darebbe infatti nuova linfa al virus. L’emergenza potrebbe anche risolversi entro l’estate, dopo c’è la possibilità che si registri un ulteriore picco, ma forse a quel punto avremo il vaccino”.

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