Mps, il Pd Siena replica a Fratelli d’Italia: "Si stanno precostituendo un alibi?"

I dem respingono le accuse di incoerenza e chiedono al Governo di tutelare occupazione, funzioni direzionali e radicamento territoriale della banca

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Prosegue il confronto politico sul futuro di Monte dei Paschi. Dopo l’intervento del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, arriva la replica dell’Unione comunale del Partito Democratico di Siena. I dem respingono le accuse di incoerenza e sostengono che lo Stato, pur senza favorire una specifica operazione bancaria, debba intervenire per tutelare gli interessi collettivi e il legame tra MPS e il territorio. Di seguito il comunicato integrale.

“La politica non deve scegliere vincitori e vinti nel risiko bancario. È un principio intangibile, che il Partito Democratico non ha mai messo in discussione. L’accusa di incoerenza che Fratelli d’Italia rivolge al PD è irricevibile. La coerenza, semmai, dovrebbero cercarla in casa propria.

È singolare ricevere lezioni di rispetto del mercato da un partito che ha costruito la propria propaganda sovranista promettendo rinazionalizzazioni, sovvertimento delle regole europee e perfino il ritorno alla moneta nazionale. Arrivato al governo, Fratelli d’Italia si è scoperto, solo in questo caso, rigoroso custode dei vincoli europei, fino a ridurre progressivamente la partecipazione dello Stato in MPS, che il Governo Meloni aveva ereditato ancora largamente maggioritaria.

Rinfreschiamo la memoria a chi si fosse distratto: tra gli interventi del 2013, la ricapitalizzazione del 2017 e l’aumento di capitale del 2022, sono stati mobilitati oltre 11 miliardi di risorse pubbliche.

A deciderli furono i governi Monti, Gentiloni e Draghi, tutti sostenuti dal Partito Democratico e tutti avversati da Giorgia Meloni. Quegli interventi portarono lo Stato a detenere oltre il 60 per cento della banca e contribuirono in modo decisivo al suo risanamento.

Tanto che, nel gennaio 2025, fu la stessa Giorgia Meloni a dichiararsi orgogliosa di una MPS “perfettamente risanata” e tornata ad avviare “operazioni ambiziose”, commentando l’offerta su Mediobanca.

Non intervenire a gamba tesa sul mercato non ha mai significato che lo Stato debba lavarsene le mani.

La politica non deve scegliere quale operazione debba vincere. Ma lo Stato ha il dovere di valutare se ciò che avviene nel sistema economico e finanziario possa danneggiare interessi collettivi fondamentali: la tutela del risparmio, l’accesso al credito, l’occupazione, la concorrenza, il tessuto economico dei territori.

E diamo una notizia a FdI: non è una stravaganza del PD. È l’articolo 47 della Costituzione, che affida alla Repubblica la tutela del risparmio e il compito di disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito. Una Costituzione che gli eredi del MSI sembrano frequentare meno volentieri quando contraddice la propaganda del momento.

È esattamente su questa linea che si muovono il PD senese, quello provinciale, regionale e nazionale. Lo ha ribadito con chiarezza anche Elly Schlein: nessun intervento del Governo per favorire una cordata o un’altra, ma piena attenzione alla salvaguardia dell’occupazione e del radicamento territoriale. E lo ha affermato Antonio Misiani, responsabile economico nazionale del PD: nessuna contrarietà pregiudiziale alle operazioni di consolidamento che abbiano una logica industriale e garantiscano un adeguato livello di concorrenza, ma lo Stato resti azionista fino alla fine della partita per svolgere un ruolo attivo nella tutela dell’integrità del Monte.

Qualunque sia l’esito delle operazioni in corso – comprese quelle recentemente annunciate dallo stesso CdA di MPS – noi chiediamo che siano salvaguardati i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, il marchio della banca più antica del mondo, la permanenza delle funzioni direzionali a Siena, un’autonomia utile e un’integrità durevole del Monte, il suo radicamento territoriale e il suo ruolo nell’economia reale, nell’accesso al credito di famiglie e piccole e medie imprese e nella tutela del vasto indotto che dalla banca dipende.

E non si tratta affatto di un “non meglio precisato intervento del Governo”, come scrive Fratelli d’Italia per confondere gli sprovveduti.

Il Consiglio comunale di Siena, all’unanimità, ha chiesto che venga valutata la ricorrenza delle condizioni per l’esercizio dei poteri speciali previsti dalla legge e che le Autorità competenti – nazionali ed europee – siano messe nelle condizioni di valutare compiutamente i dossier in corso. La Sindaca di Siena, che proprio Fratelli d’Italia sostiene, ha già formalmente trasmesso queste richieste al Governo e alle Autorità di vigilanza.

Ed è esattamente questo che verrà chiesto anche al Ministro dell’Economia.

Resta però un fatto, che troppo facilmente si scorda Fratelli d’Italia: noi siamo all’opposizione in Parlamento. Loro sono il principale partito della maggioranza ed esprimono la Presidente del Consiglio.

Giorgia Meloni si è ricordata alla vigilia di Ferragosto di auspicare che MPS non venga smembrata e non perda nome e identità. Ne siamo lieti. Ma la Presidente del Consiglio non è una commentatrice e Palazzo Chigi non è una tribuna dalla quale limitarsi agli auspici.

Non si può governare e passare all’opposizione a proprio piacimento.

Questa singolare scissione di personalità politica ha una spiegazione molto semplice: Fratelli d’Italia continua a fare opposizione anche mentre governa e tenta di scaricare su altri responsabilità che appartengono al Governo che esprime.

Il loro comunicato, più che dimostrare un’incoerenza del PD, sembra dunque costruire in anticipo un alibi per Giorgia Meloni e per il sostanziale disinteresse del suo Governo. E questo, sì, è molto preoccupante”.



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