Mps reintegra il cda, in arrivo in Consob la doppia offerta

Entrano nel board Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro

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Dopo quattro mesi il cda di Mps torna al completo, con Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro che riempiono i posti lasciati vacanti a inizio maggio da Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi, il primo dimissionario, il secondo decaduto. Siena avrebbe cooptato i due nuovi consiglieri – primi tra i non eletti nella lista di minoranza del cda uscente – dopo aver ricevuto il disco verde della Bce, che la scorsa settimana ha concluso positivamente l’esame fit & proper sulla loro idoneità. L’integrazione riporta il board a quindici componenti, di cui sette in quota alle minoranze e otto alla maggioranza. In un consiglio in cui i due blocchi si sono posizionati spesso su fronti contrapposti – della minoranza solo Corrado Passera si è trovato frequentemente allineato all’ad Luigi Lovaglio – il rischio di un’ulteriore polarizzazione è concreto. Intanto il Monte sta mettendo a punto i documenti relativi alle Ops su Banca Generali e Banco Bpm che tra prima del finesettimana dovrebbero essere depositati in Consob, preceduti dalle richieste di autorizzazione alle authority coinvolte. L’obiettivo di Lovaglio è far partire le offerte a metà dicembre subordinatamente al via libera dell’assemblea del 29 ottobre, su cui pende l’incognita del gradimento dei soci. Perché le Ops, che sono tra loro autonome, possano andare in porto servirà l’appoggio del Credit Agricole, primo azionista di Banco Bpm, e delle Generali, che dispongono del 50,2% di Banca Generali. Se il Leone di Trieste ha dato la sua disponibilità a valutare la proposta del Monte su Banca Generali, che dovrebbe tornare sul tavolo del cda il prossimo 30 settembre, più in salita appare l’operazione sul Banco, rispetto alla quale i francesi non hanno fatto mistero di preferire una fusione con la loro controllata italiana. Piazza Meda, che al pari di Mps è sottoposta a passivity rule, riunirà martedì un cda ordinario e non prevede per ora l’apertura di alcun tavolo coi francesi, nonostante l’invito a valutare tutte le opzioni che sarebbe arrivato dai quattro consiglieri in quota all’Agricole. Giovedì toccherà invece ai soci di Intesa approvare l’Opas sul Monte. Il via libera dell’assemblea appare scontato alla luce del sostegno delle grandi fondazioni e dei proxy advisor. Se il gruppo guidato da Carlo Messina concluderà con successo la sua offerta, il cui completamento è previsto entro dicembre, avrà la possibilità di prendere il controllo del cda del Monte e smontare le mosse difensive di Lovaglio.

 



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