Mps: Tesoro “padrone” a luglio, ma tanti nodi da sciogliere

Crediti deteriorati, esuberi e coinvolgimento degli obbligazionisti i punti per il salvataggio Mps

Il salvataggio di Banca Monte dei Paschi non e’ piu’ in discussione. Ma se i tempi cominciano a delinearsi, sui modi mancano ancora certezze. “Siamo fiduciosi che concluderemo con successo” i colloqui con le autorita’ europee, ha detto al Financial Times il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, “non abbiamo perso tempo, stiamo lavorando 24 ore al giorno”. In base allo stato di avanzamento delle trattative, l’ipotesi e’ che il Tesoro possa prendere il controllo della banca senese a luglio.  Le autorita’ comunitarie, pero’, chiedono che, oltre al settore pubblico, metta mano al portafogli anche quello privato, in modo da coprire le perdite che i due istituti dovranno affrontare per gestire piu’ di 9,6 miliardi di sofferenze lorde. E trovare un ‘mecenate’ non e’ facile.

D’altronde, quello dei crediti deteriorati resta il fronte piu’ caldo per l’intero comparto bancario. La Commissione europea ha ribadito che in Italia e in un altro pugno di Paesi – Irlanda, Cipro, Portogallo, Slovenia e Bulgaria – “c’e’ la necessita’ di agire” rendendo “piu’ facile la vendita delle sofferenze”, anche con la loro cessione “a istituzioni non bancarie specializzate”, con una maggiore supervisione e un “aumento della trasparenza”. Il tema e’ aperto anche in Mps. Per la fine di giugno a Siena e’ attesa la chiusura dello schema di smaltimento dei 29 miliardi sofferenze. L’operazione prevede una cartolarizzazione con la garanzia statale Gacs e la partecipazione del Fondo Atlante. Un accordo di massima c’e’ gia’, ma va ricalibrato alla luce degli aggiustamenti della Bce in tema di fabbisogno di capitale. Secondo un’indiscrezione pubblicata da Bloomberg, proprio su sollecitazione di Francoforte, Mps starebbe ora cercando acquirenti per le tranche piu’ rischiose dei crediti deteriorati che, nell’ipotesi iniziale, erano destinati ai vecchi soci. Sarebbero in corso trattative con Credito Fondiario e Fortress.

Una volta chiuso il capitolo crediti deteriorati e trovato l’accordo sui nodi esuberi e fabbisogno di capitale, ci sarebbero da aspettare solo i passaggi formali in Commissione europea e il decreto del ministero, che sancirebbe il definitivo controllo dello Stato su Mps. Lo scalino piu’ difficile da superare resta quello degli esuberi. Mps ha avviato le trattative partendo dai 2.600 previsti nel piano 2016-2019, e ha messo in conto la possibilita’ di salire un po’, spalmandoli pero’ su un piano a 5 anni. L’Ue starebbe invece imponendo una serie di parametri che potrebbe portare a una richiesta di 9-10 mila esuberi, che Siena giudica inaccettabile.

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