Mps ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 1.657 milioni di euro, in crescita del 21,2% sullo stesso periodo del 2025, beneficiando della “maggiore diversificazione del business model” e della “positiva dinamica operativa”. L’utile netto del trimestre, si legge in una nota, sale del 14,6% a 543 milioni, superiore ai 533 milioni attesi dagli analisti. “I risultati dei 9 mesi 2026 consolidano la traiettoria di crescita profittevole del gruppo” con una “solida performance operativa e commerciale” e un “elevato livello di efficienza”, spiega la banca. Sul fronte del capitale il Cet1 ratio ratio fully loaded si attesta al 16,4%, dal 16,3% di giugno, con un “ampio buffer di capitale”, pari a 680 punti base. Tali valori, spiega Mps, non includono gli utili di periodo alla luce della previsione di un pay-out fino al 100% dell’utile netto. Il risultato operativo lordo dei nove mesi sale del 10,2% a 3,46 miliardi di euro, sostenuto dalla crescita dei ricavi, saliti del 5,6% a 6,02 miliardi di euro, alimentati sia dal margine di interesse (+3% a 3,2 miliardi) che dalle commissioni (+3,5% a 1,88 miliardi) e da costi operati stabili a 2,56 miliardi, con un rapporto tra costi e ricavi in calo di due punti percentuali, al 43%. In “significativa accelerazione” il risultato operativo lordo del terzo trimestre, che avanza del 14,8% a 1,16 miliardi. Salgono del 15,8% anche i dividendi e proventi da partecipazioni, a quota 529 milioni, principalmente per effetto della maggiore contribuzione della partecipazione in Assicurazioni Generali, e il risultato del trading, che si porta a 355 milioni. Intanto Mps “prosegue le proprie attività di analisi” sull’Opas di Intesa Sanpaolo, che si riverserà nel comunicato dell’emittente, a valle della pubblicazione del documento di offerta. “Sulla base della tempistica comunicata da Intesa Sanpaolo, si prevede che tale attività sarà completata nel mese di novembre”, conclude la nota.
Mps ha rivisto al rialzo, da 3,6 a 3,7 miliardi di euro, la previsione di utile ante imposte per l’esercizio in corso e si attende di chiudere l’anno con un Cet1 del 15,5%, assumendo un dividendo per azione di 0,86 euro. “Il potenziale impatto sui risultati del 2026 derivante dall’approvazione della Legge Finanziaria per il 2027 è ancora in fase di valutazione e non è incluso nella guidance”, si legge nelle slide.
“Presentiamo un altro solido insieme di risultati per Monte dei Paschi, che confermano ulteriormente la forza e la qualità della nostra rete, nonché la nostra capacità di ottenere risultati in modo costante, anche in un periodo caratterizzato da importanti sviluppi strategici”. Lo ha detto il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, in avvio di conference call. Questi risultati, ha aggiunto, “riflettono anche la profonda conoscenza che il nostro management team ha della Banca, del suo franchise, del suo posizionamento commerciale e delle sue dinamiche peculiari, unita alla capacità di trasformare tale comprensione in valore sostenibile”. Allo stesso tempo Lovaglio riconosce che “la scorsa settimana i nostri azionisti si sono espressi” sul piano alternativo all’Ops di Intesa Sanpaolo, bocciandolo. “Rispettiamo pienamente tale decisione e proseguiamo il nostro cammino con lo stesso rigore e lo stesso senso di responsabilità che ci hanno sempre guidato”. “Le nostre priorità restano le stesse conseguire risultati, supportare i nostri clienti e dipendenti e creare valore per tutti gli azionisti”.
Il quadro tratteggiato dai risultati raggiunti da Mps dei nove mesi del 2026 “rafforza il percorso di redditività del gruppo e offre una maggiore visibilità sul valore che questa realtà è in grado di generare nel tempo”, ha detto ancora Lovaglio, presentando i risultati della banca. “Se dovessi riassumere i primi nove mesi in tre parole sarebbero: crescita, qualità e resilienza“, ha detto Lovaglio, sottolineando come la “solida performance” ha consentito di rivedere al rialzo la guidance sull’utile prima delle imposte mentre il Cet1 del 16,4% assicura “forza e flessibilità finanziaria”. “Monte dei Paschi continua a raggiungere i risultati che si dà”, ha aggiunto Lovaglio.
“In ogni lungo viaggio, arriva un momento in cui il rotta cambia ma un cambio di percorso non significa perdere la direzione” e “la nostra direzione rimane chiara, continueremo a ottenere risultati, continueremo a tutelare il valore e continueremo a gestire la prossima fase con rigore e senso di responsabilità”, ha concluso Lovaglio, alla fine della sua presentazione in conference call con gli analisti. “È ciò che dobbiamo ai nostri clienti, alle nostre persone, alle nostre comunità e a tutti i nostri azionisti. La rotta può essere cambiata ma la nostra bussola non è cambiata“.