Neonata abbandonata, i tragici precedenti

Il neonato nascosto nell’armadio e quello partorito lungo la ferrovia

L’episodio della neonata abbandonata nel cassonetto ha fatto tornare in mente a molti senesi due tragici casi che scossero la città.

Era il novembre del 2004 quando alcuni inservienti del rigoroso convitto femminile del Refugio si preoccuparono per l’odore nauseabondo proveniente dall’armadio di una ragazza che era appena partita per trascorrere qualche giorno di vacanza ad Avellino dove abitava la famiglia. Quando aprirono la valigia e la busta di plastica che era all’interno restarono sotto choc per la macabra scoperta. Trovarono infatti i resti di un neonato in avanzato stato di decomposizione. Le indagini portarono a scoprire che la ragazza, diciannovenne studentessa modello alla facoltà di giurisprudenza, aveva partorito il neonato nella sua camera e poi ne aveva nascosto il corpo nell’armadio. La giovane fu rintracciata alla stazione, non venne arrestata per mancanza di flagranza di reato, ma denunciata e affidata ai genitori.

Un altro caso choc due anni dopo, nell’ottobre del 2006, quando una donna di 33 anni, al nono mese di gravidanza, scomparve improvvisamente da casa, in un paese del Chianti. Il marito dette subito l’allarme ma per tre giorni della giovane non fu trovata traccia, fino alla mattina del 15 ottobre, quando i ferrovieri avvisarono le forze dell’ordine che una donna si aggirava in stato confusionale al lato della ferrovia nei pressi di Madonnina Rossa. La scoperta fu tragica: la donna aveva partorito tra i rovi, scavando con le mani un giaciglio nella vegetazione. Per tre giorni era rimasta lì, con il corpo del neonato nascosto dentro ad una grossa borsa nera.

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