Parco Eolico nelle Crete Senesi, Siena Sostenibile contro il rimpallo delle responsabilità: "Il problema è nelle regole nazionali"

Gianni Porcellotti: "Non basta dare la colpa alla Regione. Servono nuove regole e una partecipazione preventiva dei territori"

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Il progetto del parco eolico nelle Crete Senesi continua ad alimentare il confronto politico, ma per Siena Sostenibile la discussione non può fermarsi alla contrapposizione tra favorevoli e contrari all’impianto di Asciano. Il nodo, secondo l’associazione, è soprattutto nelle regole nazionali che oggi disciplinano la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. A tornare sulla vicenda è Gianni Porcellotti, che ricorda come Siena Sostenibile abbia seguito da tempo il tema delle rinnovabili e, proprio per affrontare queste criticità, abbia presentato ad aprile in Consiglio comunale a Siena una mozione, illustrata dalla consigliera Monica Casciaro, poi respinta dalla maggioranza.

“Esistono due transizioni energetiche – spiega Porcellotti – una che parte dal basso, attraverso le comunità energetiche, e una di carattere più produttivo e industriale che serve per raggiungere gli obiettivi europei di sicurezza energetica. Noi stiamo parlando di questa seconda ipotesi”.

Il punto, per Siena Sostenibile, è capire perché progetti di questo tipo continuino a generare forti tensioni nei territori. “Il teatrino della politica è già partito – sottolinea Porcellotti – ma noi cerchiamo di andare a cercare il punto dove poter migliorare. Perché ci sono tutte queste tensioni sociali in Toscana? Ad Asciano, Sovicille, Cinigiano, Manciano, tutte le volte che c’è un impianto da fonte rinnovabile nasce un problema”.

Secondo Porcellotti, una parte della risposta si trova proprio nella normativa nazionale. “Ad Asciano, ai sensi del decreto 199, siamo in un’area idonea statale per poter fare un impianto eolico. Poi va valutata la VIA, la valutazione di impatto ambientale, ma la normativa statale prevede anche gli espropri per questi impianti perché sono considerati di pubblica utilità e prevede le varianti urbanistiche».

Il rischio, secondo Siena Sostenibile, è che il territorio venga coinvolto quando il progetto è già in una fase avanzata. «Si può andare sopra i territori alle spalle di un’amministrazione che spesso è ignara e non conosce neppure la presentazione di una VIA o di un’istanza di autorizzazione unica».

Da qui la proposta avanzata nella mozione di aprile: introdurre una partecipazione preventiva delle comunità locali, sulla falsariga di quanto avviene per alcune grandi infrastrutture energetiche nazionali. Nella vicenda di Asciano, secondo Siena Sostenibile, c’è anche un’altra questione da approfondire: la reale ventosità del sito.

“A parte il contesto, che giustamente viene sottolineato da tutti, bisogna valutare anche se c’è la ventosità. Per un impianto energetico ci deve essere una ragione per esistere: per il fotovoltaico ci vuole il sole, per l’idroelettrico una cascata che genera le turbine, per l’eolico ci vuole la ventosità”.

La risposta a Tucci: “Non basta dare la colpa alla Regione”

Il ragionamento di Siena Sostenibile entra inevitabilmente anche nel confronto politico che si è acceso intorno al progetto. Enrico Tucci, esponente di Fratelli d’Italia e consigliere regionale, ha più volte contestato l’ipotesi dell’impianto indicando nella Regione Toscana una delle responsabilità della vicenda. Porcellotti, pur evitando di ricondurre la questione allo scontro tra destra e sinistra, replica indicando un livello istituzionale diverso: “Al di là del giochino politico, destra e sinistra, essendo un’associazione civica ci interessa fino a un certo punto. Noi abbiamo cercato di cogliere gli elementi per far sì che i sindaci non siano messi in difficoltà. I sindaci sono di destra e di sinistra. Non esiste solo il sindaco di Asciano o di Sovicille: esistono sindaci di Montecatini, Cinigiano, Manciano che hanno difficoltà enormi”.

E proprio per questo, secondo Siena Sostenibile, la mozione presentata a Siena ad aprile aveva un obiettivo preciso: chiedere al Governo, in quel momento sostenuto politicamente dalla stessa maggioranza che amministra il Comune, di intervenire sulle regole: “Era una mozione presentata in un capoluogo e proponeva al Governo alcune piccole modifiche per far sì che queste tensioni sociali fossero smussate”. Porcellotti parla quindi di un vero e proprio “Far West delle rinnovabili”, nel quale il rischio è che la discussione arrivi soltanto dopo la presentazione dei progetti.

“Il rischio è che vengano approvate VIA o autorizzazioni uniche per progetti che magari sono meno meritevoli di altri. C’è anche una competizione fra chi progetta: in Toscana questi impianti spesso insistono negli stessi punti. Ci sono società diverse che hanno progettato pale eoliche nello stesso luogo. Ci sono le opere di connessione, cabine primarie e quant’altro di alta tensione. Si parla di tralicci, che possono essere interrati ma anche aerei. Quindi non c’è soltanto l’impatto visivo delle pale”.

Porcellotti riconosce la particolarità paesaggistica delle Crete Senesi e la forte reazione che il progetto ha provocato, ma invita a non fermarsi alla sola contrapposizione sul singolo impianto: “Quando ho visto che c’era un’istanza, sinceramente sembrava un’eresia nelle Crete Senesi. Però è anche vero che in quel punto non ci sono vincoli particolari. Questa società, probabilmente come altre, progetta indipendentemente dal territorio dove andrebbe a collocare le pale e replica i progetti in vari territori. Dopo è tutto un rincorrere”.

Una situazione che, conclude Porcellotti, finisce per scaricare il peso dello scontro sulle amministrazioni locali: “Ci sono sindaci che rischiano di rovinarsi un mandato elettorale di cinque anni per un impianto da fonte energetica rinnovabile. Noi crediamo che questo non sia giusto”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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