Niente.. luna di miele: produzione senese del nettare crolla nel 2019 ma fiducia per il 2020

L’allarme di Coldiretti Siena: “Con le alte temperature di questi giorni sopravvivono gli insetti alieni”

“Le produzioni negli ultimi anni sono state altalenanti per via degli eventi atmosferici imprevedibili. Se nel 2018, in provincia di Siena, ci sono stati buoni risultati, nel 2019 la produzione è stata scarsissima”. Così è intervenuto del responsabile del settore apicoltura Coldiretti Siena Hubert Ciacci in merito alla crisi che ha colpito lo stesso comparto nell’ultimo anno. Quest’anno in Toscana sono 6mila gli apicoltori, 100mila gli alveari e la produzione è pari a 2,5 milioni di chili. A Siena ci sono 80 apicoltori che producono hanno prodotto 3mila chili di miele. Grazie ad un particolare microclima che si trova in Valdorcia e Valdichiana, dieci sono le varietà del nostro territorio: millefiori, girasole, edera, sulla, trifoglio , castagno, corbezzolo, acacia, melata, edera ed erica. Tutti i tipi di miele presentano qualità benefiche per la salute come quello d’acacia che è un antinfiammatorio per la gola ed un disintossicante per il fegato, il corbezzolo invece ha proprietà diuretiche e depurative. I principali problemi del settore sono legati alla crisi ambientale che ha determinato perdite elevate, soprattutto per quanto riguarda i mieli primaverili la cui produzione è stata praticamente azzerata dalle rigide temperature di aprile e maggio, e cha ha portato con se’ organismi come gli insetti alieni, veri e propri flagelli di questo settore. “Anche per il 2020 la “finta primavera” – sottolinea Coldiretti- ha ingannato le coltivazioni favorendo un “risveglio” che le rende particolarmente vulnerabili all’annunciato ritorno del freddo con danni incalcolabili per la produzione.  Le alte temperature stanno anche favorendo la sopravvivenza degli insetti alieni arrivati in Italia dall’estero proprio con il surriscaldamento del clima che stanno provocando una strage nei raccolti in Italia dove per la sola cimice asiatica nel 2019 si contano danni per 740 milioni e 48mila aziende agricole”. Nonostante l’allarme che ha lanciato la Coldiretti nazionale, lo stesso Hubert Ciacci si è comunque detto fiducioso sul fatto che la produzione di miele nel 2020 possa essere migliore di quella dell’anno appena trascorso ma ha ricordato che, con i continui cambiamenti climatici, gli operatori del settore dell’apicoltura si battono ogni giorno per salvare la vita delle api. “Questi animali sono gli unici che provvedono all’impollinazione dei fiori – continua Hubert Ciacci-. Senza il loro prezioso lavoro non avremmo molte varietà di frutta ed inoltre costituiscono un prezioso test per misurare l’inquinamento di determinati luoghi”.

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