Orcia Wine Festival, chiude con successo la 15ª edizione: presente Ilaria Lorini, la migliore Sommelier d'Italia AIS 2025

Bilancio positivo a San Quirico d’Orcia per la kermesse dedicata al Vino Orcia Doc. Bartoli: “Evento ormai simbolo del territorio”

Di Lorenzo Agnelli | 27 Aprile 2026 alle 15:30

Si è chiusa con un bilancio più che positivo la 15esima edizione dell’Orcia Wine Festival, andata in scena nel fine settimana del 24-26 aprile a San Quirico d’Orcia. Un’edizione fortunata, favorita dal bel tempo e capace di richiamare, nonostante l’assenza del ponte lungo, turisti, appassionati e tanti “Orcia Lovers”, confermando l’evento come uno dei principali appuntamenti dedicati al Vino Orcia Doc, che quest’anno ha celebrato anche i suoi 26 anni.

Cuore della manifestazione, come da tradizione, Palazzo Chigi, affiancato da una proposta sempre più diffusa e partecipata sul territorio, a partire dalla suggestiva anteprima a Bagno Vignoni, tra degustazioni, visite guidate e musica.

A tracciare il bilancio è il sindaco Marco Bartoli, che sottolinea il carattere sempre più inclusivo e itinerante della manifestazione: “Sicuramente quest’anno abbiamo cercato di coinvolgere tutto il territorio per far conoscere, oltre al vino più bello del mondo, anche le bellezze della nostra terra. L’anteprima a Bagno Vignoni è stata tra le più suggestive: tanti produttori, una serata davvero molto interessante. E poi Palazzo Chigi, che da 15 anni è ormai la casa dell’Orcia Doc, un posto del cuore per appassionati e giovani che arrivano qui proprio per celebrare uno dei vini più belli del mondo, nel territorio più bello del mondo”.

Non solo degustazioni, ma un vero e proprio racconto identitario, capace di unire vino, paesaggio e cultura, con un pubblico sempre più variegato e trasversale.

Un risultato tutt’altro che scontato, come evidenzia lo stesso Bartoli, soprattutto in un contesto internazionale complesso: “Anche quest’anno è stata una sfida. Ogni edizione porta con sé difficoltà legate a dinamiche nazionali o internazionali. Il ruolo dei produttori è fondamentale: senza il connubio tra Comune e Consorzio questa manifestazione non sarebbe possibile. Ci aspettavamo qualche ospite straniero in più, ma la situazione geopolitica crea incertezza. Per questo è stato importante il lavoro fatto dai produttori, anche a Vinitaly, per attrarre un pubblico più locale e nazionale”.

A dare ulteriore prestigio alla manifestazione la presenza di Ilaria Lorini, miglior sommelier d’Italia AIS 2025, protagonista di una masterclass molto partecipata.

Lorini ha messo in luce il dinamismo della denominazione Orcia: “Colpisce la voglia dei produttori di far scoprire questo territorio, che si colloca tra Montalcino e Montepulciano. È una denominazione giovane, nata nel 2000, quindi nei suoi primi 26 anni, ma con grande energia. Il Sangiovese resta il vitigno principe, ma ci sono anche tante sperimentazioni, vitigni particolari e scelte coraggiose che rendono questa realtà molto interessante“.

Un’energia che si riflette anche nel ricambio generazionale: “Ho notato tanti produttori giovanissimi, già incontrati anche a Vinitaly, che stanno valorizzando il territorio con grande entusiasmo. Questa energia passa anche al consumatore: abbassa le barriere e crea un legame forte tra chi il vino lo produce e chi lo beve. È qualcosa che si ritrova poi nel calice”.

Tra degustazioni tecniche, banchi d’assaggio, trekking, biking e momenti musicali, l’edizione 2026 ha confermato la capacità dell’Orcia Wine Festival di rinnovarsi, mantenendo al centro la valorizzazione del territorio e della sua identità.

Una manifestazione che, anno dopo anno, rafforza il suo ruolo strategico per la promozione del vino e del paesaggio della Val d’Orcia, sempre più riconosciuti come un unicum di eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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