Ordine degli avvocati di Siena: una pianta di rose a sostegno delle donne afghane

Una pianta di rose è stata interrata presso l’Area Verde del Polo Civile del Tribunale di Siena per ricordare l’attivista afghana Frozan Safi e tutte le altre donne vittime della violenza dei talebani in Afghanistan

Una pianta di rose interrata presso l’Area Verde del Polo Civile del Tribunale di Siena per ricordare l’attivista afghana Frozan Safi e tutte le altre donne vittime della violenza dei talebani in Afghanistan. Così il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Siena ha manifestato oggi, in occasione del 25 novembre, il proprio sostegno a tutte le donne afghane alle quali, a causa di un retaggio culturale misogino, è impedito di far sentire la propria voce a difesa della loro indipendenza, attraverso il diritto all’istruzione e al lavoro.

Erano presenti all’iniziativa la presidente del comitato pari opportunità, l’avvocato Rossella De Franco ed altri membri del comitato, nonché la presidente dell’Ordine degli Avvocati Lucia Secchi Tarugi ed il Presidente del Tribunale Carrelli Palombi.

“La condizione femminile in Afghanistan è stata per secoli difficilissima, per effetto di un retaggio culturale che voleva le donne completamente assoggettate agli uomini – ha detto l’avvocato De Franco – Molto era cambiato con l’intervento militare americano e la caduta del regime islamico, ma adesso si teme che per le donne tornino in vigore regole assurde che negli ultimi vent’anni erano state attenuate se non del tutto abolite, come il divieto di uscire di casa se non accompagnate da un tutore maschio, l’obbligo di indossare il burqa, la proibizione di truccarsi e portare gioielli. Si teme, soprattutto, che perdano il diritto di frequentare la scuola e di lavorare. Il nuovo governo è tutto maschile, le ragazze sono di fatto bandite dalla scuola secondaria e le donne sono state escluse dalla maggior parte degli sport e del lavoro”.

Ancora l’avvocato De Franco: “In questo contesto si colloca la fine tragica di Frozan Safi, attivista e docente universitaria di 29 anni che aveva partecipato alle manifestazioni per la difesa del diritto di studiare e di lavorare delle afghane, in memoria della quale il Cpo dell’Ordine degli Avvocati ha collocate le piante di rose nel giardino del polo civile del Tribunale alla presenza del Presidente del Tribunale di Siena e della Presidente dell’Ordine. Come ha detto nel suo discorso la presidente del Cpo, avv. Rossella De Franco, in questo clima di incertezza e violenza, è nostro dovere continuare a parlare dell’Afghanistan per tenere accesi i riflettori sul dramma che la sua popolazione – soprattutto quella femminile – sta vivendo. In questa scia si colloca anche il conferimento della cittadinanza italiana per meriti speciali a Mareya Bashir, una magistrata che si è tanto battuta per la costruzione dello stato di diritto e per la libertà e l’eguaglianza delle donne in Afghanistan”.

“La negazione dei diritti alle donne afghane è l’esempio più lampante che la violenza nei confronti delle donne non si debella con l’inasprimento delle pene per i responsabili, ma con una battaglia di carattere sociale e culturale in grado di cambiare i termini della relazione uomo/donna. Promuovendo l’affermazione delle donne nella sfera pubblica, combattendo e superando gli stereotipi e i pregiudizi che incasellano le donne in un determinato ruolo sociale. Ecco perché manifestare oggi la nostra vicinanza alle donne afghane coincide perfettamente con l’impegno a contrastare la violenza di genere in occidente, in Italia,a Siena!” conclude.