È successa di nuovo la solita, paradossale beffa, orchestrata da un destino bizzarro. L’Italia intera boccheggia tra le strette della siccità, i fiumi sono ai minimi storici e le campagne implorano un goccio d’acqua da settimane. Eppure, con una precisione quasi scientifica e spietata, le nuvole sembrano conservare i loro pochissimi millimetri di pioggia unicamente per due date ben precise sul calendario: il 2 luglio e il 16 agosto. Risultato? Piazza del Campo bagnata e Palio rinviato. Ancora una volta. E non poteva essere altrimenti, perchè quando l’acqua scompone il tufo e rende scivolosa la pista, la sicurezza di cavalli e fantini impone lo stop, senza se e senza ma.
Sembra ormai uno sgarbo del cielo più che un semplice evento meteorologico. Una dinamica che travolge Siena per la seconda volta nello stesso anno (come nel 2024), la quinta se si considerano le ultime otto carriere corse. Il rinvio non è mai una semplice parentesi logistica: la macchina organizzativa della Festa, complessa, capillare, mossa da un’energia viscerale che non ha eguali al mondo, viene bloccata.
Domani si rifarà tutto, ovviamente, con la consueta impeccabile dedizione. Stessi appuntamenti e stessi orari. Si riparte dal Corteo Storico, che farà ingresso nel Campo alle 16.50. Se le condizioni della pista lo permetteranno ci sarà, prima del Corteo, anche la sfilata del Drappello dei Carabinieri a cavallo. E le contrade che non ce l’hanno fatta a farla oggi, faranno la benedizione del cavallo.
La corsa ci sarà e sarà bellissima, vissuta con la consueta passione travolgente. Ma il sapore del giorno dopo, inutile negarlo, è irrimediabilmente un altro. Il Palio rinviato perde quell’elettricità pura e irripetibile del giorno prefissato. Ciò che rimarrà immutata sarà l’esplosione di gioia della Contrada che riuscirà a vincere e dimenticherà immediatamente le ulteriori 24 ore di sofferenza e attesa che ha dovuto sopportare per conquistare la gloria.