Pandemia, rischio calo iscritti all’Università. Rettore Frati: “Siena può offrire vivibilità e qualità dei rapporti”

Il rettore è sicuro che gli studenti continueranno a scegliere la città: "Rispetto ad altri atenei iper congestionati di studenti, offriamo vivibilità e rapporti ideali tra ragazzi e docenti". Si pensa a misure in aiuto degli studenti: "Molti genitori in difficoltà, non devono rinunciare agli studi"

L’emergenza legata al coronavirus ha trasformato anche gli appuntamenti dedicati alle future matricole, così anche l’open day diventa smart. Ma di fronte alle misure intraprese dalle università per attrarre nuovi studenti e limare le distanze, utilizzando la teledidattica, quello che si teme è un calo di iscritti. Anche il ministro per la Ricerca e l’Università Gaetano Manfredi ha più volte espresso di temere che, tra gli effetti economici negativi causati dalla pandemia di coronavirus, ci possa essere un netto calo degli iscritti nelle università italiane, come già accaduto durante la crisi economica del 2008. Ne abbiamo parlato con il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati.

Frati si sofferma sul potenziale calo degli iscritti in vista del nuovo anno accademico, ma è sicuro delle “armi” a disposizione del suo ateneo: “La preoccupazione c’è – ammette il Rettore – se le famiglie sono più povere hanno meno risorse per mandare gli studenti all’Università.  Il pericolo è che gli studenti possano ora avere paura di muoversi, di fare esperienze di studio, quindi preferire la confort zone. Ma noi abbiamo una importante cartuccia da sparare: Siena, rispetto ad altri atenei iper congestionati di studenti, offriamo una maggiore vivibilità del contesto cittadino e la nostra realtà da sempre si è contraddistinta per un rapporto studente-docente ideale. Sono aspetti che spero che continueranno a rendere la città attrattiva per tanti fuorisede”. Inoltre, tanti studenti, date le difficoltà lavorative ed economiche dei genitori per la crisi in atto, potrebbero rinunciare al percorso di studi. Il Rettore ha la soluzione: “Pensiamo – annuncia – a un pacchetto di misure a favore degli studenti per aiutarli a non rinunciare allo studio, è un diritto fondamentale”.

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