Il 2026 non sarà un anno elettorale, ma sarà l’anno decisivo per preparare le grandi sfide che attendono il centrosinistra: le politiche del 2027 e le amministrative del 2028. È questo il messaggio lanciato da Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ospite in studio a Il Punto – Politica.
Bezzini rivendica il cambio di ruolo dopo l’esperienza in Giunta durante la scorsa legislatura regionale: “Oggi guido il principale gruppo politico del Consiglio regionale e sono il punto di riferimento della coalizione che sostiene Eugenio Giani. Una coalizione che è una novità con PD, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e i riformisti: storie diverse che ora devono diventare una forza politica vera, non solo un’alleanza elettorale”.
Sul lavoro in Regione, il capogruppo dem difende l’azione della Giunta: “Abbiamo approvato il bilancio, aumentato le risorse per la sanità, rafforzato gli investimenti e varato misure sociali come il reddito di reinserimento lavorativo. Ora la sfida è politica: tenere unita la coalizione per governare con stabilità”.
Guardando al quadro nazionale, Bezzini individua una linea netta e pragmatica: “Non basta dire che la destra governa male. Serve un progetto alternativo: sviluppo economico, lavoro stabile, salari più alti, difesa del welfare pubblico, a partire da sanità e scuola”. E indica alcune politiche toscane come modello esportabile: sanità pubblica, nidi gratis, salario minimo negli appalti regionali, trasporto pubblico agevolato per giovani e aree interne.
Il passaggio più politico riguarda Siena. Bezzini parla apertamente di rischio marginalità: “Siena oggi è troppo chiusa su se stessa. Altri territori, anche governati dal centrodestra, sono presenti ai tavoli regionali ed europei, intercettano risorse e investimenti. Siena spesso non c’è, e questo è un problema serio”. Da qui l’appello al centrosinistra: “Serve un campo largo progressista e civico, capace di coinvolgere forze politiche ma anche energie fuori dai partiti”.
Sulla sanità e sul rapporto tra Azienda ospedaliera universitaria e Ateneo, Bezzini invita ad abbassare i toni: “Sanità e università non devono essere messe in contrapposizione. Il futuro del policlinico si regge su tre pilastri: assistenza, didattica e ricerca. Senza collaborazione non c’è prospettiva. Le scuole di specializzazione – aggiunge – sono decisive per attrarre medici in un momento di forte carenza di personale”.
In Toscana prosegue il cantiere programmatico del campo progressista: dal potenziamento del welfare (sanità e nidi) al trasporto pubblico giovanile agevolato, fino alla questione salariale. A Siena, il 2026 non sarà un anno di pausa, ma il terreno su cui costruire l’alternativa politica alla destra e il futuro del centrosinistra senese.