Peste Suina Africana, la Provincia di Siena a confronto con il Commissario straordinario regionale

La Presidente Carletti: “Come Provincia, prima in Toscana, abbiamo voluto questo vertice per fare squadra: il nostro obiettivo è garantire un coordinamento snello e capillare tra Comuni, ASL, cacciatori e istituzioni regionali”

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Prevenzione costante, coordinamento tra enti e potenziamento della filiera della carne di selvaggina. La Provincia di Siena e i Comuni mantengono massima l’attenzione sul fronte della prevenzione contro la Peste Suina Africana (PSA). Nell’ambito delle attività di pianificazione in “tempo di pace”, si è tenuto nella Sala del Consiglio del palazzo del Governo, un vertice operativo richiesto dalla Presidente Agnese Carletti alla presenza del Commissario Straordinario regionale per la PSA, Giorgio Briganti, dei tecnici della Regione Toscana, dei Sindaci del territorio senese, di Anci Toscana, della Polizia Provinciale, del Gruppo Operativo Territoriale e dei rappresentanti degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC). Nonostante la Provincia di Siena rimanga ad oggi “Zona Bianca” (esente da focolai attivi), le istituzioni locali mantengono elevata l’attenzione con l’obiettivo di adottare un approccio strategico per tutelare il comparto agrozootecnico ed evitare situazioni di emergenza sanitaria.

“La Peste Suina Africana rappresenta una minaccia concreta per tutto il nostro comparto agrozootecnico ed economico – dichiara la Presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti. – Siamo ancora in “Zona Bianca” ed è proprio ora che dobbiamo agire con la massima determinazione nella consapevolezza che potremmo non essere immuni dal virus. Come Provincia abbiamo voluto questo vertice per fare squadra: il nostro obiettivo è garantire un coordinamento snello e capillare tra Comuni, ASL, cacciatori e istituzioni regionali. Fare prevenzione oggi significa proteggere quanto più possibile le nostre eccellenze, supportare gli allevatori e strutturare una gestione del territorio all’avanguardia che sappia trasformare le criticità in opportunità, come dimostra l’impegno che tutti dovremo prendere sulla filiera della selvaggina. Un ringraziamento al Commissario Briganti, ai Sindaci e al mondo venatorio per la sensibilità e l’attenzione dimostrata e alla Polizia Provinciale per l’impegno quotidiano su un tema così delicato”.

 

Il lavoro di squadra e il ruolo del GOT. Da oltre due anni la Provincia opera in sinergia attraverso il GOT (Gruppo Operativo Territoriale), un tavolo di lavoro permanente. La PSA, infatti, è un virus estremamente resistente e complesso da debellare. I dati confermano la gravità della minaccia su scala nazionale ed europea. In Italia sono 2.924 casi positivi accertati dal 2024. In Toscana sono 802 i cinghiali positivi registrati dal 2024 ad oggi (passati dai 584 del 31 luglio 2026 ai 624 attuali, con una media di circa 3 nuovi casi al giorno nelle aree interessate della regione).

 

Punti di forza: abbattimenti, formazione e tracciabilità della filiera. Il territorio senese rappresenta un’eccellenza nel panorama regionale, con oltre 10.000 capi abbattuti in un anno. Per sostenere e incrementare questi ritmi di depopolamento – necessari a ridurre la densità dei selvatici – il territorio sta affrontando il ricambio generazionale dei cacciatori (circa 3.500 iscritti alle squadre con un’età media di 67-68 anni) puntando sulla formazione: sono circa 1.000 i bioregolatori abilitati. Accanto ai controlli sul campo, il tema centrale resta, tuttavia, la gestione della filiera.

 

Centri di raccolta ed eviscerazione: L’ATC 3 Siena Nord e 8 Siena Sud dispongono già di nove centri di raccolta selvaggina e di un moderno centro di eviscerazione a Buonconvento. L’obiettivo è quello di completare la mappatura per affiancare strutture di eviscerazione adeguate a tutti i punti di raccolta.

 

Valorizzazione delle carni: Gestire una stima di oltre 15.000 capi significa trasformare il problema in risorsa, strutturando una filiera che conferisca alla carne di cinghiale piena tracciabilità sanitaria e valore economico e gastronomico.

 

Piano preventivo della Provincia e dei Comuni. In vista di qualsiasi potenziale allerta e su richiesta dei Comuni la Provincia di Siena assumerà un ruolo di coordinamento istituzionale e provvederà a nominare un responsabile dedicato ai rapporti con i Comuni per attuare il piano preventivo e coordinare gli strumenti di ordinanza.

 

Misure operative e strumenti di risposta rapida. Tra le misure individuate la presenza di attrezzature dedicate: dotazione di moduli scarrabili refrigerati e materiali idonei allo stoccaggio e al recupero sicuro delle carcasse. Assistenza veterinaria: presenza costante dei veterinari ufficiali della ASL nelle fasi di controllo e campionamento. Infrastrutture informative: installazione di cartellonistica di allerta e informativa lungo le vie d’accesso ai boschi e nelle eventuali aree a rischio. Formazione operatori locali: corsi specifici rivolti a personale individuato per la rimozione, il trasporto e il conferimento in sicurezza delle carcasse rinvenute nei centri abitati o lungo la rete stradale. Pur non trattandosi di una zoonosi – il virus non è trasmissibile all’uomo e non rappresenta un pericolo per la salute umana – prevista un’attività di sensibilizzazione e informazione rispetto a escursionisti, cacciatori, operatori agricoli e forestali ricordando che chiunque acceda ad aree boschive o rurali può diventare vettore passivo del virus.

 



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