La Lega di Siena interviene nel dibattito sul futuro di Monte dei Paschi e respinge con fermezza quelle che definisce iniziative finalizzate a screditare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Nel mirino del partito finiscono le recenti prese di posizione dei sindacati, del presidente della Provincia e delle forze del cosiddetto Campo Largo. Interventi che, secondo la Lega, lascerebbero “perplessi e interdetti” e rischierebbero di trasformare una questione delicata per Siena in uno strumento di campagna elettorale.
“Non vorremmo – afferma la Lega senese – che, con la scusa della compattezza istituzionale della città, si volesse fare campagna elettorale su un argomento rispetto al quale la sinistra, a tutti i livelli, dovrebbe prima compiere un profondo esame di coscienza”
Il Carroccio richiama quindi le vicende che hanno segnato Monte dei Paschi a partire dagli anni Duemila, sostenendo che le responsabilità politiche di quanto accaduto non possano essere dimenticate.
Secondo la Lega, sarebbe ancora aperta la ferita provocata da una gestione che avrebbe contribuito a compromettere il patrimonio costruito in secoli di storia dal più antico istituto bancario italiano, privando Siena di una posizione di prestigio nel panorama finanziario nazionale.
Da qui l’attacco alle forze politiche che oggi criticano il ministro Giorgetti. “È ancora viva la ferita aperta dalla stessa parte politica che oggi si indigna e che ha portato alla distruzione di quanto costruito in secoli di storia”, sottolinea il partito.
La Lega rivolge infine un appello particolare al presidente della Provincia, al quale viene chiesto di mantenere un comportamento pienamente istituzionale e di evitare toni riconducibili alla campagna elettorale.
Un richiamo che arriva in una fase considerata particolarmente delicata per le sorti di Monte dei Paschi e per la tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità dei dipendenti.
“In queste ore di frenesia e preoccupazione per il futuro della banca – conclude la Lega – servono responsabilità, equilibrio e attenzione concreta alla salvaguardia dell’occupazione, senza utilizzare Mps come terreno di scontro politico”.