Poggibonsi, agriturismo nella bufera: “Se non condividete politica di Netanyahu siete i benvenuti”

Il messaggio del gestore di un agriturismo ad una turista israeliana ha fatto esplodere il caso

Di Redazione | 26 Maggio 2026 alle 11:00

Poggibonsi, agriturismo nella bufera: “Se non condividete politica di Netanyahu siete i benvenuti”

Un messaggio inviato tramite Booking.com prima dell’arrivo in struttura ha acceso un caso mediatico finito rapidamente sui social. Protagonisti una turista israeliana e Pietro Del Zanna, gestore di un agriturismo nel comune di Poggibonsi, che avrebbe chiesto alla cliente di esprimersi sulle politiche del governo Netanyahu prima del soggiorno in Toscana.

La vicenda, rilanciata da media israeliani e pagine social, nasce da uno scambio sulla piattaforma di prenotazioni. Secondo quanto riferito da Adnkronos, l’albergatore avrebbe spiegato di non essere “antisemita”, ma di non riuscire a “far finta di niente” davanti alla guerra a Gaza. Nel messaggio aggiungeva che, in caso di cancellazione della prenotazione, non sarebbe stata applicata alcuna penale.

La turista ha raccontato online di essersi sentita “scioccata” dalla richiesta di dichiarare le proprie opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo aver annullato il viaggio, ha pubblicato lo scambio sui social e presentato un reclamo a Booking.com, parlando di discriminazione legata alla nazionalità israeliana o alle sue idee politiche.

Contattato da Adnkronos, Del Zanna ha confermato il contenuto del messaggio respingendo le accuse di antisemitismo. Il gestore sostiene di aver semplicemente espresso la propria posizione sul conflitto, lasciando comunque alla cliente la libertà di scegliere se soggiornare o meno.

Intanto la vicenda continua a far discutere online. Sempre secondo Adnkronos, l’albergatore parla di critiche e tentativi di boicottaggio, ma anche di numerosi messaggi di solidarietà, arrivati anche da cittadini israeliani.

A difendere Del Zanna è intervenuta anche la sindaca di Poggibonsi, Susanna Cenni. In un post pubblico ha definito il gestore “una persona per bene” e “certamente non antisemita”, prendendo le distanze dagli attacchi ricevuti online. Cenni ha inoltre sostenuto che criticare il governo israeliano “non significa condannare un popolo intero”.



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