Siena, bambini da Gaza curati in Toscana, Monni ringrazia le Scotte: "Una goccia nel mare, ma un’operazione di cui siamo orgogliosi"

L’assessora racconta le missioni MedEvac: voli militari e sanitari toscani per evacuare bambini malati o feriti dalla guerra

Di Simona Sassetti | 6 Maggio 2026 alle 18:00

Le Scotte di Siena tra gli ospedali toscani impegnati nell’accoglienza e nella cura dei bambini evacuati da Gaza. A ricordarlo è l’assessora regionale Monia Monni, che ha sottolineato il ruolo del policlinico senese nelle missioni sanitarie MedEvac. Si tratta di evacuazioni sanitarie organizzate nell’ambito di missioni interforze sotto l’egida dell’Unione Europea, del Dipartimento nazionale di Protezione civile, del Ministero della Salute, del Ministero dell’Interno e delle Forze Armate.

“Io stessa ho partecipato a due missioni – ha raccontato Monni –. Sono missioni molto complesse, voli militari a bordo dei quali, nonostante si tratti di un’operazione internazionale, ci sono sanitari e volontari toscani”.

Ogni missione consente di portare via da Gaza circa venti bambini e bambine con patologie gravi, spesso oncologiche, o ferite di guerra. Con loro viaggiano anche i familiari: in totale, ha spiegato l’assessora, vengono evacuate generalmente tra le 100 e le 120 persone.

“Sappiamo che è una goccia nel mare – ha detto Monni – ma è un’operazione alla quale teniamo molto e di cui siamo molto orgogliosi”.

Gli ospedali coinvolti nell’accoglienza sono le Scotte di Siena, il Meyer e la Fondazione Monasterio. Strutture chiamate a garantire cure complesse e percorsi lunghi, ma anche una presa in carico più ampia, che riguarda intere famiglie arrivate senza nulla.

“Spesso li preleviamo scalzi, con un sacchetto di plastica con poche cose dentro – ha raccontato Monni –. Ci sono fratelline e sorelline che non hanno bisogno di cure mediche, ma di molta cura in un senso più ampio”. Da qui il ringraziamento dell’assessora agli ospedali toscani e al mondo associativo che sostiene l’accoglienza. “È un’accoglienza bella e difficile – ha concluso –. Per questo voglio davvero ringraziare i nostri ospedali e tutto il mondo che si muove intorno a queste famiglie”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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